`Anemici: sangue dalle rape´

Autore disco:

Meteor

Etichetta:

Bosco, Sanguedischi, In Limine, Incisioni Rupestri (I)

Link:

www.myspace.com/meteorduo
www.myspace.com/incisionirupestri1
limine.altervista.org
www.sanguedischi.it
www.boscorec.com

Formato:

7-inch

Anno di Pubblicazione:

2010

Titoli:

1) Composizione 1 2) Composizione 2 3) Composizione 4 4) composizione 8

Durata:

04:18

Con:

A, B, Gianluca Bianco, Davide Tidoni

un altoforno

x e. g. (no ©)

4 pezzi in poco più di 4 minuti.
Ma se dicessi che questo disco è la cosa più innovativa che ho mai ascoltato sarei un disonesto.
Quello che si può definire come sintetismo (dal momento che termini come minimalismo e riduzionismo sono già stati utilizzati per sottolineare altri tipi di musica) è cosa ormai vecchia, e anche senza andare a scomodare il serialista Anton Webern si possono citare i punkers Circle Jerks (nel loro disco d’esordio c’erano 14 pezzi per una durata totale di 15 minuti), i giapponesi Melt Banana (nei primi album ci sono anche brani di pochissimi secondi), gli Sore Throat (99 pezzi in un lato del loro “Disgrace To The Corpse Of Sid”), i Residents (40 pezzi da un minuto nel “Commercial Album”) e i Red Krayola (che scrissero addirittura dei one second piece) fra i casi che di primo acchito si affacciano alla mente, ma a spulciare se ne scoprirebbero molti altri (il sintetismo non è comunque un genere musicale ma un’attitudine che si può ritrovare in tutti i tipi di musica).
Eppure questi Meteor hanno una loro tipicità e suonano veramente singolari.
Anche la mistura graffiante di garage, noise, metal, hardcore, progressive e, perché no, free jazz è già stata sperimentata da più di un bardo.
Eppure questi Meteor hanno una loro tipicità e suonano veramente personali, e non solo all’interno del ristretto panorama nazionale.
Che dire poi di una formazione a due, chitarra e batteria, che ultimamente è stata quasi un virus in grado di infettare la musica rock a ogni latitudine e in ogni contesto.
Eppure questi Meteor hanno una loro tipicità che finisce per imporli ben più di qualunque ‘next big thing’ ascoltata di recente.
E allora 'fanculo alla novità a tutti i costi - e chi l’ha mai detto che novità equivale a qualità - magari resa tale a scapito del feeling. E se dev’essere il feeling quello che conta, questi due bresciani ne hanno a iosa. La loro musica, un anti-blob calato fra le geometrie dei King Crimson del periodo “Larks’ Tongues…” – “Red” (ma anche quelli di …Schizoid Man e Cat Food) e l’anarchia dei Moha! di Anders Hana, brucia le pelle ed il cuore in contemporanea, ma soprattutto arriva come un trapano alle cellule nervose. Povertà di mezzi – saltuariamente i due sono coadiuvati dalle elettroniche di Davide Tidoni e dal ‘votromber’ di Gianluca Bianco (quest’ultimo fa lo stesso effetto che faceva il violoncello di Tristan Honsinger nelle fila del Pop Group, cioè quello del dio vulcano calato in un altoforno) – ma ricchezza di intenti… e obiettivo finale - frustare nelle chiappe gli ascoltatori - pienamente raggiunto.


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Data Recensione: 28/7/2011
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