`Notturno´

Autore disco:

Roberto Dani

Etichetta:

Silentes & Stella Nera (I)

Link:

www.anarca-bolo.ch/Stellanera%20website/main.htm
www.youtube.com/watch?v=kYVei5r27do
www.youtube.com/watch?v=pLWJ_Bm7VpM
www.youtube.com/watch?v=YSPpzw0ZzwI
www.youtube.com/watch?v=RLRcpTpz3B0
www.youtube.com/watch?v=ZVzaQgdO4Pg
www.youtube.com/watch?v=G3gBmA61bCg
www.youtube.com/watch?v=ChtlfgDjY9M

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2021

Titoli:

1) In ascolto 2) Trilogia 3) Dialoghi 4) In volo 5) Risvegli 6) Ipnosi 7) Memori e 10) Incontri 11) Paesaggi

Durata:

35:22

Con:

Roberto Dani

il gesto e il suono

x mario biserni (no ©)

“Notturno” di Roberto Dani è un disco che potrebbe far discutere, e ciò è in grado di accrescerne il valore perché sinonimo di qualità, basti pensare a quanto ha fatto discutere La sagra della primavera di Igor Stravinskij (prendetela come semplice citazione di un dato storico, non c’è assolutamente l’intenzione di paragonare il nostro CD a quell’opera monumentale).
Innanzi tutto il disco è presentato come un lavoro per batteria preparata. Sono già incappato nella questione allorché qualcuno mi fece notare come la batteria sia uno strumento variabile in base alle esigenze dei singoli strumentisti e alla conseguente preparazione che ne fanno e, di fatto, andrebbe considerato come il primo strumento preparato della storia. All’opposto qualcun altro mi fece notare che quanto viene fatto con la batteria è un semplice assemblaggio di più strumenti e non può essere considerato una preparazione. Sostanzialmente sposo la seconda tesi, quella dell’assemblaggio, ma non posso non osservare che alcuni strumenti di quell’accorpamento possono essere preparati (tale lo è un cimbalo tagliato e/o chiodato o un tamburo, a cui viene tolta una pelle, riempito con material vari). Così credo di aver chiuso la controversia che mi veniva posta. E così credo anche di poter interpretare la strumentazione di Dani come un assemblaggio di più strumenti, alcuni dei quali possono essere stati oggetto di preparazione da parte dello strumentista.
Poi viene la seconda questione, quella relativa al notturno, termine che in musica siamo soliti associare ad alcune composizioni per pianoforte di Chopin. Sarà mai possibile, si dirà, fare della musica notturna con una batteria, uno degli strumenti più fragorosi esistenti (questo avendo bene in mente batteristi del tipo di Ian Pace, Keith Moon, Ronald Shannon Jackson e Kevin Shea)? Ebbene sì, quella di Roberto Dani è una delle musiche più leggere e sottili che si possono ascoltare. È una musica talmente gestuale e carica di silenzi da far pensare, per l’ennesima volta, all’importanza avuta da precursori del secolo scorso quali John Cage, Morton Feldman, Thelonious Monk, Wadada Leo Smith … (tanto per citare i primi che mi vengono in mente).
Vedete come, oltre a far discutere, Dani richiami alla mente molti dei più importanti musicisti attivi a cavallo fra il millennio scorso e quello corrente. La sua figura va a collocarsi, precisa come un dito nel culo, in quella che abbiamo definito come new wave of jazz.
Ma probabilmente Dani va oltre a tutto ciò. Il gesto e il suono, potrei dire, parafrasando un caro amico che aveva chiamato il suo studio di arti grafiche il segno e l’immagine
Nel suo caso la teatralità è altrettanto importante, se non più, del suono, tanto che può accadere che all’azione non faccia seguito alcuna vibrazione sonora. La sua è una rappresentazione plateale, una danza, che potrebbe far pensare a Milford Graves, ma rispetto al batterista afroamericano nelle sue performance c’è una maggiore pacatezza.
Punti di contatto ancor più nitidi li trovo con i musicisti giapponesi, e per quanto riguarda ciò che io conosco posso citare la VHS “Solo Percussion Video” (PSF) e il CD “Tenshi No Gijinka” (Tzadik) di Haino Keiji e i CD in solo di Toshiaki Ishizuka, ma sicuramente c’è dell’altro.
La gestualità di Dani è comunque molto più esasperata, tanto che sono propenso a credere che un supporto audiovisivo sarebbe più adatto a raccogliere i suoi materiali. Seppurché, devo dire, per questo CD sono stati scelti materiali consoni, in grado di trasmettere una loro piena espressività anche senza l’aiuto delle immagini. Il batterista, d’altronde, ben consapevole di questa sua caratteristica ha postato su you tube numerosi video (di alcuni dei più significativi ho riportato il collegamento).
«Quanti pensieri dietro a un semplice disco», commenterete voi. D’altronde, l’avrete capito, “Notturno” è uno di quei dischi in grado di stimolare un tumulto di idee, è uno di quei lavori notevoli sotto ogni punto di vista, e il suo autore è in grado di avere un ruolo importante in un ambito, quello della musica per sole percussioni, che di recente è andato arricchendosi di numerose pubblicazioni.
[Chi è interessato a saperne di più a proposito della musica per sole percussioni nell’ambito della cultura occidentale può ricercare, fra le altre cose, il mio articolo Bang the Drum pubblicato in un vecchio numero della rivista “Blow Up” (#36)]

Prossimi top: “Reverse Drift / Reverse Charge” dei Mosquitoes; “Non Dweller” // “Erosion” di Gabby Fluke-Mogul, Jacob Felix Heule & Kanoko Nishi-Smith // Kevin Corcoran & Jacob Felix Heule; “Pulsioni Oblique Vol. 2” // “Hardboiled” di Vari Autori // Paul Beauchamp & Luca Sigurtà; “Blues Pour Boris” di Mario Mariotti; “Kora” di Giacomo Zanus ...


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Data Recensione: 16/10/2021

`Notturno´  

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