`L’inizio della neve´

Autore disco:

Marino José Malagnino

Etichetta:

EeɘƎ Records, Mesmer produzioni, I dischi di plastica (I)

Link:

malagninomj.bandcamp.com

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2020

Titoli:

1) Una prova che non posso dare 2) L’attore l’attrice 3) Un’ombra animata di Lotte 4) L’inebriata 5) Avvitare bulloni 6) Un domatore di fuocherelli 7) Lui lei lei lui 8) Shhh 9) Nella bettola 10) La fiumana non avrà più il tuo volto

Durata:

26:59

Con:

Marino José Malagnino, Aldo Becca, Paolo Baldini, Davide Tafta, Alessandro Calboli, Raffaello Dileo, Stefano Passaretti, Edoardo Ricci, Riccardo Bacchi, Federica Maglioni, Simone Marzocchi, Elisa Azzarà, Nicola Biondi, Michele Mazzani, Chiara Giola, Benpresto, Pietro Castellucci, Jacopo Andreini, Natalie Karin Perrotta, Luigina Mazzone, Gioseffina Acquaviva, Inserirefloppino (?)

il ritorno in pista di un MJM ai massimi livelli

x mario biserni (no ©)

Non ero stato molto tenero, in tempi recenti, con Marino José Malagnino. Forse anche troppo duro. Me ne assumo in parte la responsabilità, perché la mia mente era comunque ancorata a un Malagnino precedente, che non esiste più. Ma continuo a pensare che parte della colpa era comunque sua, derivata dal presentare dei dischi in un certo qual modo approssimativi. Sosteneva un mio vecchio compagno di scuola che la cosa migliore era quella di mantenere un profilo mediocre, se infatti ti fai la nomea di somaro e vagabondo poi ti rompono le scatole anche se fai bene ma, all’opposto, anche se sei troppo bravo ti metti in un bel casino, perché poi tutti pretendono da te sempre il massimo. E il vecchio Malagnino era indubbiamente un primo della classe, per cui sembrava lecito attendersi da lui sempre il massimo. Con “L’inizio della neve” Malagnino dà oggi alle mie critiche una risposta che non poteva essere migliore. Chiaramente va fatta tabula rasa del musicista che aveva ideato il progetto Psssss… e accettato lo stesso in questa nuova veste cantautorale. Ma sono poi così lontani questi due volti, o si tratta delle due facce di una stessa medaglia, o meglio di una reazione a catena per cui il presente Malagnino è un frutto derivante da quanto seminato in precedenza. Il progetto Pssss… non venne infatti snobbato solo nel mondo accademico, com’era in fondo naturale, ma pure in quegli ambienti aspiranti accademici che solo qualche anno prima facevano parte del più oscuro underground. Psssss… fu invece accolto con interesse e curiosità, e accettato, presso quel sottobosco ricco di fermenti dove sperimentazione LOW-FI e DIY, cantautorato e improvvisazione, elettronica povera e arte di arrangiarsi rappresentano quanto c’è di più creativo e innovativo in ambito sonoro in questo paese oggidì così povero culturalmente. È da questo incontro che probabilmente si è formato il Malagnino cantautore, così come dall’incontro di sostanze chimiche diverse ma compatibili vengono fuori nuovi e interessanti elementi. Cantautore? Così ho scritto. Ma quale cantautore affiderebbe ben due brani di un suo disco all’esecuzione di altri restandosene alla finestra a guardare (L’inebriata e Lui lei lei lui)? La voce tremula e febbricitante dell’inizio può far pensare a uno sviluppo diverso da quello che sarà, ma ben presto diventa chiaro che in questo disco nulla è mai come può sembrare. Intermezzi ottocenteschi, cori ubriachi da bettola, vocine infantili, voci cinematografiche, tutto fa brodo in quello che alla fine appare come un minestrone ben sapido e ben calibrato. Che dico? Perfetto. Chiaramente è possibile captare richiami al mondaccio dei cantautori italici, ma quasi sempre ai più strampalati (che poi nella realtà erano i meno strampalati): Jannacci, Buscaglione, Ugolino. Ma soprattutto mi viene da pensare al mondo del circo, dove le evoluzioni hanno del miracoloso, con un Malagnino che passa di palo in frasca, salta a terra e prende il volo, e scommetteresti che prima o poi cadrà, e invece non cade mai.
Era l'inizio della neve ed è già solleone.


Permettete di aggiungere una coda extra per consigliare ai lettori una manciata di dischi usciti nel 2019 (buona parte dei quali non è stata qui recensita). Prendetela pure come una playlist, considerando però che non ho ascoltato tutto quanto è stato pubblicato e che quindi la mia ottica è molto limitata (di Scaruffi ce n’è uno solo!):
• “Vortex Veering Back To Venus” dei Mosquitoes (EP – Feeding Tube Records)
• “Ghosts” dei Dead Neanderthals (LP – Utech Records)
• “Anna Frey und Flo Stoffner” di Anna & Stoffner (10” – Wide Ear Records)
• “The Flower And The Vessel” di Félicia Atkinson (2 LP – Shelter Press)
• “Tracing South” di Alessandra Eramo (LP – Corvo Records)
• “Hyperbeatz Vol. 1” di dTHEd (LP – Boring Machines)
• “Vegetal Negatives” di Marja Ahti (LP – Hallow Ground)
• “House Of Snuzz” dei The Gate (Cassetta – Tubapede Records)
• “Magdalene” di FKA Twigs (LP – Young Turks)
• “Friends” + “Several Erasures” di Claire Rousay (Cassette – Never Anything Records / Already Dead)
• “Pies Sobre La Tierra” di Mabe Fratti (LP + cassetta – Hole Records)
• “No Home Record” di Kim Gordon (LP – Matador)
• “Symphony No. 3 (Symphony Of Sorrowful Songs) Op. 36” di Henryk Górecki – Beth Gibbons, Polish National Radio Symphony Orchestra, Krzysztof Penderecki (LP + DVD – Domino)
• Per i materiali d’archivio lo splendido cofanetto eponimo di Peter Laughner su Smog Veil Records.
• Peggior disco ascoltato: “Ghosteen” di Nick Cave.


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Data Recensione: 21/7/2020

`L’inizio della neve´  

`Collectable Items´  

`Another Year Is Over, Let’s Wait For Springtime´  

`Memory Loss´  

`Other Colors´  

`Ebbs And Flow´ // `Staggered Twisted Angled´  

`Live In Pisa´  

`Fellini 100 I Compani 35´  

`The Whole Thing´  

`Composition O´  

`είμαρμένη´ // `Kaczynski Tape Sessions – The Commercial Tape´  

`Awake´ // `Timewise´  

`Wood(Winds) at Work´  

`Poem Pot Plays Pantano´  

`Celante´  

`Busy Butterflies´  

`The Next Wait´  

`Devotion´ // `Kammern I-V´ // `As If You Were Here´ // `Glassware´ // `Kimmig – Studer - Zimmerlin And George Lewis´  

`Live At B-Flat´  

`Sul Filo´  

`Colorless Green Ideas Sleep Furiously´  

`D C´  

`Kaczynski Tape Sessions – The Urban Tape´  

`Laylet el Booree´  

`La Louve´  

`Suites And Seeds´ // `Extended ● For Strings And Piano´ // `Zeit´  

`Dropping Stuff And Other Folk Songs´  

`Amore per tutti´  

`Live At Torrione Jazz Club´  

`The Treasures Are´ // `Up And Out´ // `The Balderin Sali Variations´  

`Astonishment´  

`Do. So´  

`Saillances´ // `MétamOrphée´  

`Rise´  

`Echoes From The Planet´  

`Live At L’Horloge´  

`O’er The Land Of The Freaks´  

`Hipparchus´  

`Autocannibalism´  

`Songs On The Line´  

`Hyperbeatz vol. 1´ // `俳句´ // `Different Constellation´  

`Daily Drone Dream´  

`Combat Joy´  

`Due´  

`The Wroclaw Sessions´  

`Phase Duo´  

`Tracing South´ // `Stereo´  

`Unknown Shores´  

`Schwingende Luftsäulen 2´  

`That Is Not So´  

`Depth Sounding´ // `quando ero un bambino farò l’astronauta´  

`Soufifex´  

`La bottega del suono (Mario Bertoncini. Maestri e allievi.)´  

`Live At Nikodemus Church´  

`Songs from The Eternal Dump´