`Out For Stars´

Autore disco:

Kaja Draksler Octet

Etichetta:

Clean Feed (P)

Link:

www.cleanfeed-records.com/
www.kajadraksler.com/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2020

Titoli:

1) Danas, Jučer, Sutra (on the poem ‘A Passing Glimpse’)2) Acquainted With The Night 3) The Last Mowing 4) Never Again Will Bird’s Song Be The Same 5) The Silken Tent 6) Away! 7) The Freedom Of The Moon

Durata:

61:21

Con:

Laura Polence, Björk Níelsdóttir, Ada Rave, Ab Baars, George Dumitriu, Kaja Draksler, Lennart Heyndels, Onno Govaert

un’eccelsa orchestratrice

x mario biserni (no ©)

Amsterdam è uno dei tre punti nevralgici del jazz europeo, Londra e Berlino sono gli altri due, e forse è quello che offre più aperture e libertà collaborative all’interno della comunità artistica, laddove le due capitali concorrenti offrono invece più possibilità di potersi esibire. È per questo che nella colorita città olandese gravitano musicisti provenienti dai quattro angoli del pianeta (ehi! ehi! ho scoperto che la Terra non è né sferica né piatta … è semplicemente quadrata). Musicisti bislacchi e musicisti di ampie vedute, per tutti c’è posto lungo i canali o nella centrale Piazza Dam. Fra i tanti che fanno capo alla città d’arte (pensate solo alla presenza del Van Gogh Museum) c’è la oggi trentatreenne pianista slovena Kaja Draksler, soggetto di ampia cultura e interessi (visitate a tal proposito il suo sito, ricco di informazioni e riferimenti). Cecil Taylor sembra essere, per sua stessa ammissione, una delle sue influenze principali, questo dal punto di vista strutturale e armonico, ché dello scomparso pianista nero-americano non possiede né la furia né la possanza fisica. Ma, oltreché pianista, la Draksler è anche una sopraffina compositrice - orchestratrice, e qui aggiungerei una seconda influenza che a me pare determinante ed è quella di Carla Bley. La Draksler orchestratrice ha modo di emergere in vari progetti che la vedono coinvolta, e in particolar modo nel suo Octet dove paiono evidenti anche le suggestioni derivanti dai suoi studi classici, dal folklore della sua terra e da arti non propriamente musicali. In particolare in questo disco, il secondo dell’Octet, non si perita di musicare i testi del poeta Robert Frost (1874 - 1963), la cui voce registrata è pure udibile nella parte finale di Away!. “Out For Stars” è un’opera sopraffina al cui valore di universalismo sostanziale contribuisce non poco la scelta di utilizzare musicisti di varia provenienza geografico-culturale: Argentina (la sassofonista Ada Rave), Romania (il violinista George Dumitriu), Lettonia (la cantante Laura Polence), Islanda (la cantante Björk Níelsdóttir), Belgio (il contrabbassista Lennart Heyndels) e Olanda (il batterista Onno Govaert e, autentico punto d’orgoglio dell’Octet, il veterano Ab Baars alle ance). I sette strumentisti, otto comprendendo lei stessa, vengono utilizzati dall’orchestratrice alla stregua di una tavolozza di colori, e all’interno dei sette brani non c’è spazio per mattane individuali, l’apporto di ognuno viene determinato a priori con occhio vigile e sicuro. La libertà espressiva non è materia a disposizione dei singoli partecipanti ma è insita nel pensiero di chi ha tracciato il disegno complessivo decidendo l’utilizzo e la stesura dei colori. E il fatto che teste calde di così provata esperienza e/o di così notoria vivacità, come Baars o Govaert, abbiano accettato le pastoie imposte dalla realizzazione di quest’opera la dice lunga sul rispetto che circonda la Draksler nel novero della comunità artistica olandese.


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Data Recensione: 7/9/2020

`Out For Stars´  

`Collera City´  

`Rumpus Room´  

`CEPI Meets HIC´  

`Prèludes´  

`The Last Five Minute´  

`Left Hand Theory (Live At Il Torrione)´  

`Collectable Items´  

`Duos & Trios´  

`Sleepless Nights / Lysergic Mornings´ // `Impressioni organizzate di ansie liquide´  

`L’inizio della neve´  

`Another Year Is Over, Let’s Wait For Springtime´  

`Memory Loss´  

`Other Colors´  

`Ebbs And Flow´ // `Staggered Twisted Angled´  

`Live In Pisa´  

`Fellini 100 I Compani 35´  

`The Whole Thing´  

`Composition O´  

`είμαρμένη´ // `Kaczynski Tape Sessions – The Commercial Tape´  

`Awake´ // `Timewise´  

`Wood(Winds) at Work´  

`Poem Pot Plays Pantano´  

`Celante´  

`Busy Butterflies´  

`The Next Wait´  

`Devotion´ // `Kammern I-V´ // `As If You Were Here´ // `Glassware´ // `Kimmig – Studer - Zimmerlin And George Lewis´  

`Live At B-Flat´  

`Sul Filo´  

`Colorless Green Ideas Sleep Furiously´  

`D C´  

`Kaczynski Tape Sessions – The Urban Tape´  

`Laylet el Booree´  

`La Louve´  

`Suites And Seeds´ // `Extended ● For Strings And Piano´ // `Zeit´  

`Dropping Stuff And Other Folk Songs´  

`Amore per tutti´  

`Live At Torrione Jazz Club´  

`The Treasures Are´ // `Up And Out´ // `The Balderin Sali Variations´  

`Astonishment´  

`Do. So´  

`Saillances´ // `MétamOrphée´  

`Rise´  

`Echoes From The Planet´  

`Live At L’Horloge´  

`O’er The Land Of The Freaks´  

`Hipparchus´  

`Autocannibalism´  

`Songs On The Line´  

`Hyperbeatz vol. 1´ // `俳句´ // `Different Constellation´  

`Daily Drone Dream´  

`Combat Joy´  

`Due´  

`The Wroclaw Sessions´  

`Phase Duo´  

`Tracing South´ // `Stereo´