`Oxyoquet - El Volcán Silencioso (Piezas En Cadencia I-XII)´ // `Kio Ge´ // `Ore´

Autore disco:

Milo Tamez // Jerman, Salis & Sanna // Andrea Belfi

Etichetta:

Amirani Records (I) // Confront Recordings (GB) // Float (GB)

Link:

www.airanirecords.com
www.milotamez.com.mx
www.youtube.com/watch?v=jURLGg7ggmg
www.youtube.com/watch?v=BaJlMlaXmX8
www.confrontrecordings.com
www.wearefloat.co.uk

Formato:

CD // CD-R // LP, CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Soundscape 2) Cadencias I - IV 3) Cadencias V - VII 4) Cadencias VIII - IX 5) Cadencias X - XII 6) Soundscape // 1-12) senza titolo // 1) Anticline 2) Iso 3) Lead 4) Ton 5) Syncline

Durata:

60:24 // 41:55 // 41:52

Con:

Milo Tamez // Jeph Jerman, Giacomo Salis, Paolo Sanna // Andrea Belfi

drum along sands-zine

x vivo murati (no ©)

Il percussionista / batterista messicano Milo Tamez è già noto a chi segue con costanza le pubblicazioni della Amirani per essere presente almeno in un altro CD dell’etichetta milanese (“Different Engines” di Dario Palermo). Cionondimeno appare coraggiosa la scelta dell’etichetta di pubblicare questo suo disco in solitudine. “Oxyoquet” è una suite per percussioni in 12 parti racchiusa fra due brevi, circa due minuti e mezzo l’uno, soundscapes ambientali. La composizione, nella sua veste presentata in concerto, è un’opera multimediale nella quale i suoni di un set percussivo molto articolato, in quantità e varietà, interagiscono con le immagini e con i suoni ripresi in un ambiente particolarmente florido situato nel sud del Messico (nella riserva ecologica del Huitepec). La trasposizione su supporto porta, inevitabilmente, all’impoverimento dell’opera nella sua concezione originale, questo nonostante il libretto allegato al CD contenga una buona selezione d’immagini. Ma, pure se monco, “Oxyoquet” è un lavoro più che degno di entrare nelle vostre discoteche e di girare nei vostri lettori. Gli appassionati di questo genere di sonorità scopriranno uno strumentista dal linguaggio fluido e ricco di sfumature e coloriture timbriche. Una particolare attenzione è da porre sulla preparazione dello strumento, addobbato con numerosi elementi tipicizzanti. Passo a voi la mano per l’ascolto e la scoperta dei significati più o meno reconditi che stanno alla base di un’operazione decisamente importante.

Più di dieci anni fa l’uso del CD-R, a livello delle produzioni più underground e povere, rappresentò una bella novità e diede un bello scrollone a un mercato che appariva fossilizzato. Poi le cose si sono evolute in tempi rapidissimi. Dapprima c’è stata la crisi del CD in senso lato, stretto fra un ritorno delle produzioni in vinile e la diffusione sempre più massiccia delle produzioni in digitale (che, senza alcun dubbio, rappresentano il futuro per quanto riguardano la produzione musicale di massa). Poi c’è stato il ritorno, assolutamente non previsto, delle produzioni in cassetta. Il CD-R si è così ridotto a supporto per le produzioni di tipo demo e promo. Poche sono le etichette rimaste ancorate alla produzione di CD-R, fra di queste la Confront del violoncellista inglese Mark Wastell si distingue sia per il notevole livello qualitativo delle musiche proposte sia per il notevole livello delle confezioni (da tempo rappresentate da un piccolo box in metallo). Scusate la digressione, ma mi sembrava indispensabile, cosiccome mi sembra indispensabile l’invito a visitare e a seguire il catalogo dell’etichetta, sono certo che vi troverete delle piacevoli e inattese sorprese.
“Kio Ge”, tornando al motivo della nostra recensione, è una valida collaborazione fra il musicista americano Jeph Jerman e i batteristi sardi Giacomo Salis e Paolo Sanna. Jerman suona soprattutto oggetti, prevalentemente rappresentati da materiali organici, laddove i due percussionisti allineano anche registrazioni concrete, onde corte radio, un oscillatore, e strumenti inusuali come uno zither preparato e un waterphone. Il risultato dell’incontro è ascoltabile in queste dodici brevi sinfonie di arte concreta che sanno condurre l’orecchio verso territori d’ascolto tanto inusuali quanto affascinanti. All’arcano del titolo, due termini che dovrebbero avere un riferimento nella filosofia zen, corrisponde una musica altrettanto misteriosa, in grado di affascinare sia chi è attratto dal rumore sia chi è attratto dal silenzio. Affacciatevi a questo giardino e sarete irresistibilmente attratti da un canto di sirene, seppure quel canto non sia affatto come lo avevate immaginato.

Vorremmo evitare di farla diventare un’ossessione, ma l’ascesa di Andrea Belfi verso l’Olimpo del panorama musicale è costante e ha dell’incredibile. Basti dire che il suo nuovo disco solista è stato sollecitato dalla nuova label britannica Float per dare avvio al proprio catalogo, e l’evento non ha mancato di interessare una rivista importante come “The Wire” che in anticipo di qualche mese ha dedicato all’evento un copioso articolo. Del resto ho poco da aggiungere su un Andrea Belfi che è come il Confetto Falqui di Tino Scotti e del quale in Sands-zine s’è scritto fin troppo (il piacere di aver puntato su un cavallo vincente è comunque davvero enorme). Poco altro da dire su un disco di notevole spessore che non mancherà di entusiasmare gli aficionados del batterista veronese, se non che il rapporto fra elettroniche e tamburi, a livello di risultanza auditiva, si va pian piano spostando sempre più verso questi ultimi.

Per finire mi scuso con i lettori per il lungo periodo di silenzio, ma consigliando l’acquisto di ben tre dischi equivale all’essere stati costantemente presenti. E, quasi sicuramente, a breve troverete la bella sorpresa di un lungo articolo su … eh eh, se vi dico su che che sorpresa è? Stateve accuorti …..


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Data Recensione: 2/11/2017

`Oxyoquet - El Volcán Silencioso (Piezas En Cadencia I-XII)´ // `Kio Ge´ // `Ore´  

`Nafta´  

`First Metheoretical Bulletin´  

`Nuevo Mundo´  

`One (For [Your Name] Only)´ // `Double Sun´  

`Live At Club Der Polnischen Versager, Berlin 2016´ // `Hyvinkää´  

`L’eccitante attesa´  

`Tra me e il mare´  

`Rûwâhîne´  

`In The Apartment House´  

`Brdo´  

`tl;dl´  

`Don’t Push The Piano Around´  

`Talea´  

`New York – St. Johann´ // `Aural Vertigo´  

`Departure´ // `Air Current´  

`Lucca And Bologna Concerts´  

`Fòrte e Gendìle´  

`Plays Borromean Rings´ // `And Who Sees The Mystery´ // `Nabelóse´  

`Emotional Cabaret´  

`Senza titolo´  

`Ninnenanne´  

`Sampler And Zither´  

`Native Aliens Ensemble´  

`Beautiful Mistakes´  

`Il polmone d’acciaio´  

`Vento di maestrale´  

`SoFaKing´  

`Il grande freddo´  

`A Common Day Was Born´  

`Thalidomusic For Young Babies´  

`Rurale´ // `Fassbinder Wunderkammer´  

`Harpoon´  

`Alveare´ // `Cinza´  

`Electroacoustic Works´  

`H´  

`Il De’ Blues´ // `Sì´  

`Menhir´  

`Un incubo stupendo´  

`Coriandoli´  

`Divus´  

`Learn To Live´  

`Right Error´  

`Les Ravageurs´  

`Falling Apart´  

`Traum´  

`Re-Birth´  

`Le nove ombre del caos´  

`Rumore austero´ // `Sitcom Koan´ // `Maps And Mazes´  

`Variazioni Gracchus´  

`The Miracles Of Only One Thing´  

`Become Zero´  

`Prossime trascendenze´  

`Live Spomen Dom´