`The red giant meets the white dwarf´

Autore disco:

Chapter 24 & Philippe Petit

Etichetta:

Link:

www.boringmachines.it

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2011

Titoli:

1) Sunstroke 2) Underwater magma 3) Phosphorescence 4) Treasure hunt 5) Amnesia 6) Signals from a dying star 7) Border zone 8) Dust mites 9) Ursa minor

Durata:

43:28

Con:

Philippe Petit, Antonis Livieratos, Pericles Boulouhtsis, Vangelis Boulouhtsis

Una gita nello spazio // ancora lui!

x Daniele Guasco // Matteo Uggeri

L’immagine comisca sul retro del cd rappresenta benissimo il contenuto di questo album che racchiude il frutto dell’incontro tra Philippe Petit e i veterani greci Chapter 24.
I rumori e le impressioni sonore dell’artista francese si uniscono alla perfezione alle languide atmosfere psichedeliche elaborate dal gruppo ellenico dando via a un disco dinamico capace di creare attraverso suoni e costruzioni un’atmosfera stellare unica ed evocativa.
Registrato dal vivo “The red giant meets the white dwarf” porta l’ascoltatore a lasciarsi andare, a fluttuare tra le note che si librano e sompaiono come bolle di sapone creando una sospensione dei sensi.
Non so se era questo il fine di questo esperimento artistico, ma di sicuro lo raggiunge, dando sostanza all’opera. Del resto, non è questa la psichedelia?
Questo disco è un racconto per suoni, una storia che cattura ed entusiasma dalla prima all’ultima riga, un’esperienza gradevole e bellissima.
Fidatevi, lasciatevi invitare a questa gita spaziale liberando i vostri sensi alla musica contenuta in questo disco, ne vale totalmente la pena.

//

C’è un qualcosa che me lo rende antipatico. Lo so, è tanto brutto da dire, e perlopiù l’ho anche conosciuto, anni fa, al primo concerto dei suoi Strings of Consciousness a Marsiglia. Non è cattivo. Neppure così pieno di sé… ma qualcosa, sia nei suoi dischi che nella sua presenza in rete o altrove, me lo rende inviso. Sarà che il dubbio di aver fatto strada soprattutto grazie a tante collaborazioni più o meno illustri c’è… ma quello non guasterebbe, se poi le opere prodotte fossero all’altezza. Invece quanto ascolto come frutto della sua firma, da solo o con altri, non mi conquista mai. Ovviamente non conosco tutta la sua discografia, ma finora nessun disco, neppure quelli del sopra citato gruppo, mi ha mai davvero fatto pensare che la fama che Petit si è conquistato sia meritata.
Non fa eccezione questo pur gradevole lavoro con i greci Chapter 24, che ispirandosi alle atmosfere Pink Floydiane accompagnano il francese in una performance live (registrata ad Atene nel 2008) tra svolazzi chitarristici riverberati, elettronica dal sapore vintage, giri di basso spacey e svisate psichedeliche. Qualche tocco glitch e delle ritmiche sincopate rendono il risultato forse un po’ più moderno ed originale, ma ai miei occhi non basta per fare di questo un album da consigliare se non ai nostalgici di certe atmosfere anni ’70, per i quali forse il disco potrebbe essere irrinunciabile. C’è da dire che la registrazione live è piuttosto lo-fi, e forse questo penalizza una prova che con una qualità audio migliore avrebbe delle carte in più.
Philippe: perdonami, non ce l’ho con te.


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Data Recensione: 20/6/2011
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