`Tape Crash #11: The Examination´

Autore disco:

Mulo Muto / Beta

Etichetta:

Old Bicycle Records (CH)

Link:

www.oldbicyclerecords.blogspot.it/
soundcloud.com/mulo-muto
www.facebook.com/mulomuto
mulomuto.bandcamp.com
soundcloud.com/vibesofbeta
www.facebook.com/vibesofbeta
www.berlikete.com/

Formato:

MC

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) When The Sounds Of Nature Collide With Our Inner Selves And Resurface As A Stream Of Noises / 1) Pluto Is A Planet To My Heart 2) The New Order Song 3) Kill Collins! 4) Behind The Rose 5) Karma, Please 6) A (Ha Ha)

Durata:

29:00 ca / 26:00 ca

Con:

Attila Folklor, Joel Gilardini / Marcello Bellina, Michele Basso

prosegue a vele spiegate la serie di split della OBR

x St. Inco De Lama (no ©)

Rispetto agli ultimi capitoli “Tape Crash” che abbiamo recensito - Mattia Coletti & Own Road / Powerdove e Bob Corn / My Dear Killer – questa undicesima uscita sembrerebbe ospitare nomi minori. Ma quando si dice nomi minori bisogna stare attenti a cosa si intende, dacché questi semisconosciuti non compromessi con il music business sono il succo dell’underground e, di conseguenza, considerati in tale ottica diventano automaticamente più importanti delle varie madonne (di Medjugorje o di Bay City che siano).
Quello che non cambia è l’accuratezza con cui le proposte musicali vengono accoppiate negli split, si tratta sempre di artisti in qualche modo accomunabili, che non cozzano l’uno con l’altro, ma sufficientemente diversi da non rendere mai i due lati della cassetta l’uno la copia dell’altro. Non si tratta quindi di una ‘battle of the bands’ ma di un incontro in grado di far conoscere ai supporter degli uni la musica degli altri. Nell’occasione l’incontro è fra due accoppiate, gli svizzeri Mulo Muto nel lato A della cassetta e gli italiani Beta nel lato B. I primi si presentano con un unico lungo brano, a sfiorare la mezz’ora di durata, nel quale sintetizzatori, loops e rumori vanno a formare un bordone assai monolitico, come una valanga di noise elettronico che nasce, cresce, travolge e, infine, va a schiantarsi contro un ipotetico ostacolo e si attutisce spruzzando intorno echi pulviscolari.
Beta, dal canto loro, pur accettando la sfida con il rumore sono meno compatti, a iniziare dal fatto che la loro sezione è divisa in sei brani. Nonostante ciò, e nonostante la presenza di chitarre e voci, ad affiancare l’uso delle macchine, non si può parlare di vere e proprie canzoni. Nel loro caso la bilancia è spostata verso un dark-noise, c’è anche una ripresa dai Death In June, sufficientemente originale e di pregevole fattura.
Povera, rispetto agli split precedenti, ma bella la confezione, con l’eloquente disegno di Berlikete.


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Data Recensione: 27/11/2015
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