`Awake´ // `Timewise´

Autore disco:

Giacomo Papetti Small Choices // Simone Di Benedetto Zarkan

Etichetta:

Aut Records (D)

Link:

www.autrecords.com/
www.youtube.com/watch?v=EOjgU662tmI
www.youtube.com/watch?v=JUs4K02eem0

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2020

Titoli:

1) Inbalìa 2) Arnold’s Lane 3) Berceuse Triste 4) Trusteza 5) Passacaglia 6) Bomboniere 7) Ma Fin Est Mon Commencement 8) Leads 9) Rete di sacco 10) Piano B / Soft And Languid 11) In Search 12) Slead 13) Krill 14) Awake / Afraid / Largamente // 1) Preludio 2) Cyclic 3) Interior Time 4) Pause & Silence 5) Duet 6) Suspension 7) Interludio 8) In Time 9) Cyclic 2 10) Solo 11) Different Time 12) Postludio

Durata:

56:00 // 38:29

Con:

Gabriele Rubino, Emanuele Maniscalco, Giacomo Papetti // Marco Colonna, Simone Di Benedetto, Ivan Liuzzo

affinità e divergenze fra Giacomo Papetti e Simone Di Benedetto

x mario biserni (no ©)

Ci sono molte affinità fra questi due CD, a partire dal blu che domina le confezioni, e alludo alla casualità che vede in azione due formazioni in trio similari, entrambe guidate da contrabbassisti e comprensive di un clarinettista, oltreché a una scaletta dove accanto a brani originali si evidenziano alcuni riferimenti ad autori appartenenti alla tradizione classica (il nome di Ligeti è presente in entrambi i CD).
Numerose sono comunque anche le differenze fra i due progetti, e vanno al di là del diverso minutaggio dei due dischi. La più evidente riguarda il terzo uomo che in Small Choices è un pianista mentre in Zarkan è un percussionista, ed è curioso constatare che il disco con più ritmo, riconoscibile come tale, non è quello con la presenza del percussionista. Ivan Liuzzo utilizza infatti molto spesso il suo set di percussioni per creare sottofondi e stratificazioni di suoni lunghi mentre il suo contraltare Emanuele Maniscalco ha un approccio alla tastiera molto ritmato (può ricordare Paul Bley per la purezza del tocco e McCoy Tyner per il senso del ritmo).
Small Choices offre un repertorio molto vasto basato su composizioni originali di Papetti, improvvisazioni collettive, decostruzioni su brani di autori moderni (Copland, Ligeti e Shostakovich) e riprese di autori meno conosciuti: Alfredo Casella (1883-1947) e Guillaume de Machaut (1300-1377). Queste influenze neo-classiche vanno a miscelarsi con gli input derivanti dalla tradizione della musica afroamericana, in particolare seguendo quella linea che attraverso i grandi clarinettisti bianchi passa per Dolphy e approda alla New Yourk degli anni di fine millennio, marchiata dai colori del klezmer, delle musiche mediterranee ed est-europee. Grande attenzione è riservata alla melodia e al gioco dei fraseggi, è come se il trio narrasse delle storie.
Il coinvolgimento compositivo in “Timewise” è di tipo meno collettivo, l’unica firma è del leader Di Benedetto, e la citazione di autori classici è circoscritta a un ambito più contemporaneo (Ligeti, Grisey, Bartok e Nono). Mi sovvengono similitudini con la musica creativa degli anni Settanta, in particolare con i gruppi chicago-parigini guidati da Anthony Braxton. Il tutto si risolve in un gioco di pennellate e di incastri, nei quali l’armonia sembra non necessariamente condurre alla creazione di spunti melodici, è come se il trio dipingesse delle storie.
La differenza maggiore fra i due dischi è quindi riassumibile in una maggiore o minore astrazione ma, a questo punto, torno sulle prime battute per aggiungere quella che è la similitudine più evidente: in entrambi i casi si tratta di due lavori di altissimo livello.
Un bravi i tipi della Aut Records che hanno il coraggio di diffondere queste piccole gemme.


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Data Recensione: 24/5/2020

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