`Live At B-Flat´

Autore disco:

Berlin Art Quartet

Etichetta:

uniSono Records (D)

Link:

unisono-records.de

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2019

Titoli:

1) Entfaltung 2) Bewegung 3) Erinnerung 4) Kombination 5) Polar-Schmelze 6) Gipfeltreffen

Durata:

70:56

Con:

Matthias Schubert, Matthias Müller, Matthias Bauer, Reinhard Brüggemann

lezione di storia

x mario biserni (no ©)

«The musical inspiration of the Berlin Art Quartet is based on two records of the New York Art Quartet …», così inizia il volantino di presentazione di questo disco. In realtà bastava il nome scelto e la formula strumentale – contrabbasso, batteria, sax e trombone – per capire quale fosse la principale fonte ispiratrice.
Un passo indietro, agli anni ’60 e al quartetto newyorchese che fu uno dei principali esponenti della New Thing. Con qualcosa in più, rispetto ad altri, qualcosa che configurava molto del jazz a venire. Innanzi tutto l’essere un ensemble e non il terzetto di tizio, il quintetto di caio o l’orchestra di sempronio. Non furono gli unici né i primi (ricordo almeno il Modern Jazz Quartet e i New York Contemporary Five), ma questa caratteristica era unita ad altre (l’essere un gruppo misto di musicisti bianchi / neri ed europei / americani) che lo resero unico. Aggiungete le collaborazioni con LeRoy Jones (aka Amiri Baraka), che dotavano la loro musica di una forte valenza politica, e il quadro è completo (tanto per smentire gli stronzetti apolitici che oggi scoprono il frigiazs negando il suo ruolo politico oltreché culturale e musicale).
Più che benvenuto è quindi questo quartetto berlinese che aiuta a rinverdire i fasti di un indimenticabile passato.
Chiaramente, al di là delle similitudini, il Berlin è diverso dal New York allo stesso modo in cui Berlino è diversa da New York. Innanzi tutto sono diversi i musicisti e si sa che nel jazz ogni strumentista ha una propria voce che lo caratterizza. Non si tratta di bravura né di fantasia, seppure gente come il batterista Milford Graves o il trombonista Roswell Rudd posseggano stili difficilmente eguagliabili. Inoltre dalla metà degli anni ’60 a oggi tanta acqua è passata sotto i ponti e il jazz è andato modificando aspetto e ragion d’essere. Sicuramente “Live At B-Flat” non possiede per il presente la carica rivoluzionaria e innovativa che per la loro epoca era stata propria di brani come Rosmosis o Black Dada Nihilismus. Ciò non di meno il disco è più che valido, si fa ascoltare con interesse, sia nei passaggi più viscerali sia in quelli più poetici, e lascia intendere come l’alito di libertà introdotto dai ribelli di Newport continui ancora a soffiare con ostinazione. Il mio è un invito spassionato all’acquisto, quindi, e se il Berlin Art Quartet riuscirà a mettervi la pulce nell’orecchio e dopo il suo ascolto andrete a cercarvi anche i dischi dei loro mentori, tanto meglio.


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Data Recensione: 8/4/2020

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