`Sum And Subtraction´ // `2. Akt´ // `Utopia´

Autore disco:

Ask The White // Schwalbe & Elefant // The Lab Rats

Etichetta:

Ammiratore Omonimo Records (I) // Wide Ear Records (CH) // Pumpkin Records (GB), Campary Records (D), No Time Records (USA)

Link:

askthewhite.weebly.com
www.vonneumann.net/aor
schwalbeundelefant.ch
wideearrecords.ch
www.pumpkinrecords.co.uk
www.campary-rec.de
ratlife.bandcamp.com

Formato:

LP // LP, CD // LP, MC

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) You, Cloud 2) Neither A Moon 3) Just Take Me To 4) A Millionaire Tree 5) The Battle Of The Happy Claustorms On Two Strings 6) Remember The Future 7) I’m Not A Place 8) Fall 9) Known // 1) S Anderen Ich2) Ich Weigre Mich 3) Ois Zeichne 4) Schtürchle 5) Hesch Mr S Z Schpüre Geh 6) Gfühlssach 7) S Kunschtnaturell 8) Er Und Sie Und De Garte 9) Akt 10) Gummiseel 11) Gang Jetzt Weg 12) Wirsch Es Au 13) Fägnäscht 14) De Panamakanal 15) Chruut Im Chopf // 1) Refugees Welcome 2) Song For A Friend 3) Keep Smlin’ 4) Lead You Home 5) Friends Not Food 6) Breathe 7) Stop This War

Durata:

29:39 // 41:28 // 20:49

Con:

Isobel Blank, Simone Lanari // Dalia Donadio, Linda Vogel, Tobias Meier, Silvan Jeger, Lukas Mantel // Adam, Molly Yates, Joel McCarton

folk in opposition

x mario biserni (no ©)

Gli Ask The White sono la metà esatta degli Ant Lion, gruppo aretino che qualche mese fa ci aveva positivamente impressionato, convertitisi nella via di damasco a una mistica folkeggiante. Il loro è però un folk estremamente cólto ed elaborato che definirei progressive. A tal proposito devo fare una precisazione, dal momento che il termine progressive nella sua genericità si può prestare a varie interpretazioni, per chiarire che intendo riferirmi a quegli aspetti folk presenti in quasi tutto il primo progressive inglese (Genesis, King Crimson, Van Der Graaft, EL&P, McDonald & Giles …). Chiaramente, dal momento che i musicisti inglesi dell’epoca non vivevano in compartimenti stagni e collaboravano l’un l’altro influenzandosi a vicenda, è possile trovare qualche contatto con tutto quello che fu il folk inglese dell’epoca, da quello più jazzy a quello psichedelico, da quello americanofilo a quello canterburiano. È bene dire anche un'altra cosa, che i punti di contatto con gli Ant Lion ci sono eccome, e però gli Ask The White non sono semplicemente quel gruppo privo della chitarra di Stefano Santoni e della batteria di Alberto Tirabosco, ché l’approccio alla materia sonora è totalmente diverso. Le atmosfere sono tendenzialmente più acustiche e Isobel canta rinunciando quasi sempre agli aspetti più duri e stridenti del suo modo di cantare (fa eccezione Remember The Future). Il disco è stato prodotto in collaborazione con la Ammiratore Omonimo Records dei Vonneumann e sancisce l’inizio di una collaborazione fra le due realtà che mi auguro possa essere duratura e prolifica. I due Ask The White hanno dimostrato di credere a questo progetto con la fermezza e la convinzione necessarie, lo si è capito da un’azzeccata preparazione all’uscita del disco attraverso numerosi concerti e la distribuzione di una cartolina con il codice per poter scaricare quattro brani registrati dal vivo. Credo di poter dare loro ragione, rispetto a questa convinzione, perché penso che “Sum And Subtraction” abbia ampie possibilità di successo, naturalmente spalmato in piccole dosi laddove questa tipologia di musica ha un suo pubblico. Intanto il disco ha già anche un distributore giapponese, e a questo punto serve più che altro una bella botta di coraggio.

Dietro lo strano nome Schwalbe & Elefant si nascondono le zurighesi Dalia Donadio (voce) e Linda Vogel (arpa e voce), supportate occasionalmente dal sax di Tobias Meier (Ois Zeichne e Akt), dalla batteria di Lukas Mantel (Ich Weigre Mich e Wirsch Es Au) o dal contrabbasso di Silvan Jeger (Schtürchle e Fägnäscht). “2. Akt” è il loro secondo disco e fa seguito all’acclamato “Ich Als Du” del 2016. L’arpa dona alla musica un aroma antico mentre la voce si frantuma fra eteree elegie alla Enya e uno spigoloso recitar-cantando di impostazione cabarettistica (quest’ultimo aspetto si delinea soprattutto per l’uso della lingua tedesca). Il risultato è un folk canterburiano, in questo caso schietto, che soprattutto in presenza degli strumentisti ospiti si tinge di sapori latini e/o jazz. I numerosi video presenti su You Tube possono darvi una dimensione ancor più precisa sulla consistenza di questo duo.

Un altro duo, questa volta di Manchester, dedito a quello che loro stessi definiscono come folk-punk, e già questo basterebbe a far intendere come la loro musica sia più diretta, e priva di particolari elaborazioni, rispetto a quella dei due tandem sopra delineati. Nella realtà mi sembra che il progetto sia circoscritto alla biondina Molly Yates, mentre l’apporto di Simon dovrebbe essere limitato al semplice supporto strumentale (tra l’altro Simon, non se ne conosce il cognome, fa parte di un gruppo punk, i Wadeye, che ha da poco pubblicato l’album d’esordio). La musica del duo, supportato nel disco anche dal violino e dal banjo di Joel McCarton, non mi sembra avere rapporti con quello che era stato il punk-folk degli anni ’80-’90 (Pogues, The Men They Couldn’t Hang …) bensì con la tradizione dei moderni menestrelli figliocci di Woody Guthrie. “Utopia”, un 12 pollici il cui contenuto va riprodotto a 45 giri, pur non avendo alcuna pretesa innovativa è un piccolo memorandum su un mondo che non accenna a morire che merita di essere ascoltato con tutto l'amore possibile.

Avanti, c’è posto per tutti nel nuovo mondo del folk in opposition.


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Data Recensione: 9/3/2019

`Tracing South´ // `Stereo´  

`Depth Sounding´ // `quando ero un bambino farò l’astronauta´  

`Soufifex´  

`La bottega del suono (Mario Bertoncini. Maestri e allievi.´  

`Live At Nikodemus Church´  

`Songs from The Eternal Dump´  

`Cosa potrebbe accadere´  

`Avrei Dovuto Odiarti´  

`The Night Of The 13th’ Moon´  

`10, A Brokken Records Special Edition´  

`OAK´  

`Octo´  

`fourtyfour fiftythree´  

`Antinodal´  

`IMAfiction: Portrait # 01 - # 10´  

`Placid´  

`Music For Cat Movies´  

`Air Skin Digger´ // `Sidereal Deconposition Activity´  

`Milano´ // `Sinking Into A Miracle´  

`Light From Another Light´  

`Drift´  

`Repeat Please!´  

`Sum And Subtraction´ // `2. Akt´ // `Utopia´  

`Metaphysics Of Entropy´  

`Chambery´  

`Flares´  

`OPS…!´  

`W´  

`Live At Kühlspot´  

`22:22 Free Radiohead´  

`Dance Mystique´  

`Diciotto´ // `Em Portugal!´ // `A Pearl In Dirty Hands´  

`Livebatts!´  

`Doublethink´  

`Explicit´ // `Clairvoyance´  

`Gratitude´  

`Kalvingrad´  

`Damn! Freistil-Samplerinnen 4 + 5´  

`L’inottenibile´  

`Four Waves´  

`Beats´  

`Vostra Signora Del Rumore Rosa´  

`777+2 Per Aspera Ad Astra´  

`Emblema´  

`Tajaliyat´  

`Moondrive´  

`Collected Wreckages´ // `Shallow Nothingness In Molten Skies´ // `Blind Tarots´  

`Selected Works For Piano And/Or Sound-Producing Media´  

`Triad´ // `Mokita´  

`Syria´  

`Humyth´  

`La spensieratezza´  

`Come tutti gli altri dei´  

`The Cold Plan´  

`Jukebox all’idroscalo´