`Diciotto´ // `Em Portugal!´ // `A Pearl In Dirty Hands´

Autore disco:

Edoardo Marraffa // Edoardo Marraffa & Nicola Guazzaloca // PUI4

Etichetta:

AUT Records (D) // SPMII (I) // AUT Records (D)

Link:

www.autrecords.com
www.spmii.it
www.sands-zine.com/archiviorec.php?IDrec=2080

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) Gentilezze 2) Astolfo sulla luna 3) Rodomonte 4) Figurati! 5) Fantasmi di Nadia 6) Franco e Giorgio 7) Alice 8) Red Carpet 9) Scendo 10) Mura Sonanti 11) Staccati stàccati lèvati 12) Non credo 13) Golden Square 14) Diciotto 15) La gran follia // 1) Les Ravageurs (Lisbon) 2) Les Ravageurs (Atouguia da Baleia // 1) Underwater 2) Soon It’s Late 3) Reflexes 4) Underground 5) By The Gale 6) By The Dusk 7) Down The Cave 8) On The Branches 9) Firestarter 10) Left Clefts

Durata:

45:42 // 42:51 // 53:29

Con:

Edoardo Marraffa // Edoardo Marraffa & Nicola Guazzaloca // João Pedro Viegas, Nicola Guazzaloca, Carlos ‘Zingaro’, Alvaro Rosso

punti d’arrivo e punti di partenza

x mario biserni (no ©)

Edoardo Marraffa aveva esordito (discograficamente parlando) nell’anno 2000 con “Solo” e, dopo diciotto anni e una ormai nutrita discografia, ritorna alla dimensione solitaria con “Diciotto”. Questo, la comprensione di un titolo come Diciotto, è l’unico elemento cerebrale del disco sulla soluzione del quale ho dovuto lambiccarmi il cervello (*). Per il resto nessuna ricerca sugli approcci tecnico-teorici ai sax tenore e sopranino ma pura e semplice visceralità. Cuore e polmoni e niente cervello, potremmo dire, ammesso che cuore e polmoni non abbiano bisogno del cervello per entrare in azione. Se la storia insegna, in questo caso la discografia, è utile andare a sbirciare proprio nel vecchio “Solo” per comprendere appieno l’approccio di Marraffa, e lì fra i dieci pezzi ve n’è uno intitolato Dudu. Sembra proprio lo spirito del focoso e passionale musicista sudafricano a illuminare la strada che Marraffa, non senza una fortissima dose di personalità, ha percorso e va percorrendo. “Diciotto” rappresenta così un punto d’arrivo dal quale il sassofonista getta uno sguardo sugli anni trascorsi, anche attraverso la ripresa-riproposizione di pagine note (come Non credo dal secondo disco dei Vakki Plakkula e Alice dal primo disco dei Mrafi), mostrandosi agli ascoltatori nudo e crudo, senza artifizi di sorta. E lo fa con quella passione che lo ha sempre contraddistinto, fin dai tempi eroici dell’indimenticabile trio con Luigi Lullo Mosso e Mirko Sabatini. Termino annotando che Marraffa è uno dei massimi esperti nell’uso del sax sopranino, questo accanto a mostruosi talenti del soprannaturale come Anthony Braxton e Larry Ochs, e scusate se è poco!.
Solo due mesi separano le registrazioni di “Diciotto” da quelle di “Em Portugal!” avvenute, come inequivocabilmente spiega il titolo, in occasione di due concerti in terra lusitana. Quella di Marraffa e Guazzaloca, compagni d’insegnamento presso la Scuola Popolare di Musica Ivan Illich (che, tra l’altro, produce il disco), è una collaborazione che prosegue ormai da più d’una decina d’anni con varie formazioni e con la pubblicazione di due CD-R in duo (“Glück Auf” del 2008 e “Les Ravageurs” del 2016). Come notavamo scrivendo di “Les Ravageurs”, vedi la recensione al link riportato sopra, i due hanno ormai raggiunto un affiatamento invidiabile, tanto da agire sempre di concerto e senza sbavature. Oggi c’è di più, dal momento che in entrambi i concerti portoghesi i due tornano in termini più sintetici sullo stesso canovaccio proposto nel disco del 2016. Ecco che ascoltando e confrontando le tre versioni di Les Ravageurs, tutte registrate in concerto, risulta evidente quanto la musica improvvisata offre ai musicisti in termini di libertà espressiva, tanto che quando questa libertà è sfruttata creativamente al meglio risulta difficile riconoscere una stessa struttura riproposta in tempi e in versioni diverse. Senza contare che, oltre ai musicisti, anche l’ambiente e il pubblico rivestono una loro importanza nel definire tale variabilità.
Guazzaloca è presente anche nel collettivo, per tre quarti portoghese, che qualche mese addietro, rispetto a “Diciotto” e “Em Portugal!”, aveva registrato “A Pearl In Dirty Hands” negli studi Namouche di Lisbona. Il disco, seppur importante per il pianista bolognese, appare inferiore ad altre sue pagine recenti che mi avevano affascinato e appassionato. Più studiato, meditato e frammentario degli altri lavori recensiti in questa scheda, si presenta all’ascolto più impegnativo e meno coinvolgente, ma non per questo è privo di passaggi interessanti, specie in occasione di alcuni dialoghi a due particolarmente riusciti (veramente notevole quello fra Guazzaloca e ‘Zingaro’ in On The Branches). Nota finale sugli strumenti utilizzati: Guazzaloca al piano, ‘Zingaro’ al violino, Rosso al contrabbasso e Viegas al clarone.

(*) Bastava leggere le note di copertina redatte dallo stesso Marraffa, dirà il solito furbo, ma è mio costume e vizio quello di leggere le note solo dopo l’ascolto affinché questo risulti il meno inquinato possibile.


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Data Recensione: 7/2/2019

`Depth Sounding´ // `quando ero un bambino farò l’astronauta´  

`Songs from The Eternal Dump´  

`Cosa potrebbe accadere´  

`Avrei Dovuto Odiarti´  

`The Night Of The 13th’ Moon´  

`10, A Brokken Records Special Edition´  

`OAK´  

`Octo´  

`fourtyfour fiftythree´  

`Antinodal´  

`IMAfiction: Portrait # 01 - # 10´  

`Placid´  

`Music For Cat Movies´  

`Air Skin Digger´ // `Sidereal Deconposition Activity´  

`Milano´ // `Sinking Into A Miracle´  

`Light From Another Light´  

`Drift´  

`Repeat Please!´  

`Sum And Subtraction´ // `2. Akt´ // `Utopia´  

`Metaphysics Of Entropy´  

`Chambery´  

`Flares´  

`OPS…!´  

`W´  

`Live At Kühlspot´  

`22:22 Free Radiohead´  

`Dance Mystique´  

`Diciotto´ // `Em Portugal!´ // `A Pearl In Dirty Hands´  

`Livebatts!´  

`Doublethink´  

`Explicit´ // `Clairvoyance´  

`Gratitude´  

`Kalvingrad´  

`Damn! Freistil-Samplerinnen 4 + 5´  

`L’inottenibile´  

`Four Waves´  

`Beats´  

`Vostra Signora Del Rumore Rosa´  

`777+2 Per Aspera Ad Astra´  

`Emblema´  

`Tajaliyat´  

`Moondrive´  

`Collected Wreckages´ // `Shallow Nothingness In Molten Skies´ // `Blind Tarots´  

`Selected Works For Piano And/Or Sound-Producing Media´  

`Triad´ // `Mokita´  

`Syria´  

`Humyth´  

`La spensieratezza´  

`Come tutti gli altri dei´  

`The Cold Plan´  

`Jukebox all’idroscalo´  

`Beautifully Astray´  

`Pulsioni oblique´ // `For Anita´ // `Musica per camaleonti´  

`Leaking Words´