`Beats´

Autore disco:

John Krausbauer

Etichetta:

ANTS (I)

Link:

www.antsrecords.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) Beats

Durata:

25:51

Con:

John Krausbauer, Kate Short, Aaron Oppenheim

promozione a pieni voti

x mario biserni (no ©)

Una volta i giornali musicali facevano i referendum di fine anno fra i lettori, era un modo per coinvolgere questi ultimi e per capire che aria tirava. Se dovessi oggidì votare in uno di quei referendum, e se fra le varie voci fosse contemplata quella di ‘discografico indipendente più puro’, non avrei dubbi nell’indicare Giovanni Antognozzi, un uomo che dovendo scegliere fra cuore e cervello, cioè fra passione e portafoglio, ha sempre dato la precedenza al primo.
La conferma arriva con le ultime due pubblicazioni della sua ANTS (A New Timeless Sound) che si prendono cura ancora una volta di artisti di nicchia ben poco rappresentati nelle produzioni discografiche maggiori. Al momento ci occupiamo di “Beats” e a breve prenderemo in esame “Livebatts!”.
L’autore del CD, il californiano John Krausbauer, è altrimenti noto come componente di gruppi di frontiera fra minimalismo, doom metal e industrial (Ecstatic Music Band, Aures, Tecumseh e Trees), oltreché per le collaborazioni con Bryan Eubanks e David Kendall e altri probabili progetti e coinvolgimenti.
“Beats” lo coglie alla fisarmonica, affiancato da altri due fisarmonicisti, e sia lo strumento sia il taglio minimalista del brano rimandano immediatamente a Pauline Oliveros. Il taglio mi sembra comunque più orientato al noise, rispetto alla Oliveros, e in un certo senso ci vedo anche il Jim O’Rourke alle prese con la ghironda. Infine, ma mi sembra piuttosto trattarsi dell’elemento principale, c’è in “Beats” quell’idea di saturazione del suono tipica di un artista come Charlemagne Palestine.
Promozione a pieni voti, senza dubbi, sia per il CD sia per la produzione artistica di Antognozzi.
Il discografico romano, caso mai dovessi dargli un consiglio (cosa che mi guardo bene dal fare), dovrebbe rendere più accattivanti le confezioni dei suoi dischi. In una fase storica nella quale l’immagine è molto più importante della sostanza, mi ci s’ammala il fegato ma purtroppo è così, non sarebbe cosa mal fatta concedere qualcosa nel rigore delle confezioni per continuare imperterriti e vita natural durante a conservare intatta quell’alta qualità di contenuti che da sempre contraddistingue le produzioni di casa ANTS.


click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 19/12/2018

`Milano´ // `Sinking Into A Miracle´  

`Light From Another Light´  

`Drift´  

`Repeat Please!´  

`Sum And Subtraction´ // `2. Akt´ // `Utopia´  

`Metaphysics Of Entropy´  

`Chambery´  

`Flares´  

`OPS…!´  

`W´  

`Live At Kühlspot´  

`22:22 Free Radiohead´  

`Dance Mystique´  

`Diciotto´ // `Em Portugal!´ // `A Pearl In Dirty Hands´  

`Livebatts!´  

`Doublethink´  

`Explicit´ // `Clairvoyance´  

`Gratitude´  

`Kalvingrad´  

`Damn! Freistil-Samplerinnen 4 + 5´  

`L’inottenibile´  

`Four Waves´  

`Beats´  

`Vostra Signora Del Rumore Rosa´  

`777+2 Per Aspera Ad Astra´  

`Emblema´  

`Tajaliyat´  

`Moondrive´  

`Collected Wreckages´ // `Shallow Nothingness In Molten Skies´ // `Blind Tarots´  

`Selected Works For Piano And/Or Sound-Producing Media´  

`Triad´ // `Mokita´  

`Syria´  

`Humyth´  

`La spensieratezza´  

`Come tutti gli altri dei´  

`The Cold Plan´  

`Jukebox all’idroscalo´  

`Beautifully Astray´  

`Pulsioni oblique´ // `For Anita´ // `Musica per camaleonti´  

`Leaking Words´  

`NorN´  

`Giraffe´  

`Temps En Terre´  

`A Season´ // `(S)àcrata´ // `Nei resti del fuoco´  

`Live At Konfrontationen Nickelsdorf 2012´  

`The Spring Of My Life´  

`Noises From Melancholia´  

`Meccanismi e desideri semplici´  

`Edges´  

`Una piccola tregua (Live)´  

`Settembre´  

`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´  

`Plastic Fantastic´  

`Z/Rzw-Shiiiiiii´