`And The Cowgirls Kept On Dancing´ // `Rotations´

Autore disco:

Two Al’s // Sequoia

Etichetta:

Stichting Brokken (NL) // Evil Rabbit Records (NL)

Link:

www.corrievanbinsbergen.com
www.albertvanveenendaal.nl
www.evilrabbitrecords.eu
www.toondist.com
www.meinradkneer.eu/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2013 // 2014

Titoli:

1) Nice To See You 2) Before The Jump Is Over 3) An Unspun Web 4) New Shoes Blues 5) Clean Up Your Own Closet 6) Come In 7) Camel Thurst 8) Tiny Klompen 9) It’s Now Forever 10) Tok The Tok 11) And The Cowgirls Kept On Dancing 12) To Bet On Bells 13) Dutch Delights 14) Love Story // 1) Resting Crows 2) Birdcages 3) Interlude 4) Rotations 5) Interlude II 6) Lifts & Escalators 7) Inside 8) Passing By

Durata:

55:37 // 48:10

Con:

Albert Van Veenendaal, Alan Purves // Antonio Borghini, Meinrad Kneer, Klaus Kürvers, Miles Perkin

la (vera) Europa è un gioco da bambini

x Cricco Manieri (no ©)

Il pianista Albert Van Veenendaal e il contrabbassista Meinrad Kneer, oltre ad essere protagonisti di una loro collaborazione piuttosto consolidata, sono i titolari della Evil Rabbit Records. Ci è quindi sembrato logico, pure nel contesto di una no-zine non logica, accomunare questi due dischi in un’unica recensione. Due dischi che, lo premetto, sono diversissimi fra di loro, e “And The Cowgirls Kept On Dancing” diverge talmente dalla consueta produzione di Van Veenendaal da consigliarne il dirottamento dalle fauci del coniglio cattivo a quelle più benevole della Stichting Brokken (gestita dalla chitarrista Corrie van Binsbergen).
L’appellativo scelto per questo progetto estemporaneo, Two Al’s, trae ragion d’essere dal nome dei due protagonisti: Albert, per l’appunto, e il batterista scozzese, comunque trapiantato in Olanda, Alan Purves. Il disco è un gioco da bambini registrato ad Amsterdam, nel giardino della casa di Van Veenendaal, utilizzando un pianoforte preparato, delle percussioni più « … squeaky toys, brim bram, little instruments … ». Si tratta di un’opera molto giocattolosa, in pratica, tanto che lo stesso pianoforte è preparato in modo da suonare come uno strumento giocattolo. Trovo che in “And The Cowgirls Kept On Dancing” confluiscano più tradizioni, amalgamandosi, a creare un unico affatto personale e originale. Innanzi tutto c’è quella legata al jazz olandese, dei Mengelberg e dei Bennink, che ha sempre avuto sia un suo aspetto giocoso sia l’inclinazione all’utilizzo di strumentazioni non convenzionali. Poi, inevitabilmente, c’è quella tradizione ad ampio raggio – dalla musica contemporanea al rock - che dell’utilizzo di strumenti giocattolo ne ha fatto la propria bandiera (da Margaret Leng Tan ai Pianosaurus, passando naturalmente per la Toychestra). Infine ci sono gli stonati, per necessità o per scelta, fra i quali si potrebbero inserire artisti di diversa natura quali Ross Bolleter, la Portsmouth Sinfonia e i Classic Buskers. La copertina del CD, perfettamente azzeccata, ne evoca senza ombra di dubbio il contenuto e le intenzioni.
Allo stesso modo la sobria copertina di “Rotations” lo colloca, già dal primo colpo d’occhio, nel catalogo della Evil Rabbit. Quella del quartetto formato dall’italiano Antonio Borghini, dal canadese Miles Perkin e dai tedeschi Meinrad Kneer e Klaus Kürvers è una musica chiaramente indirizzata agli amanti della new thing e del jazz sperimentale europeo. Ancor più in particolare il disco piacerà a chi apprezza gli ensemble formati da un numero variabile dello stesso strumento. Qui viene il bello, dal momento che ad essere moltiplicato per quattro è uno strumento musicale piuttosto ingombrante e dalle possibilità alquanto limitate, il contrabbasso. Eppure nelle mani di questi quattro virtuosi - li intendo tali non tanto per doti tecniche, che pure ci sono, quanto per inventiva e idee – dalle sedici corde vengono tratti suoni che spesso esulano dal suono di un contrabbasso, o almeno da come noi lo immaginiamo. A dare spessore e vitalità alle otto piste intervengono il gioco degli incastri e delle tecniche esecutive utilizzate – dal pizzicato agli impieghi dell’archetto – che riescono a sviluppare sia dissonanti coiti collegiali sia delicati passaggi minimal-ambientali sia piccole sinfonie elettroacustiche. La dislocazione stereo-spaziale, segnalata nelle note di copertina, è estremamente utile a coloro che intendono dare appartenenza fisica ai vari suoni.
Due ulteriori righe per sottolineare che questa è la vera Europa, in grado di tessere incontri e collaborazioni che superano lingue, tradizioni e nazionalità diverse, un’Europa cosmopolita che non ha paura delle contaminazioni ed è aperta alla cooperazione con il resto del mondo, un’Europa ben diversa da quella falsa che hanno disegnato i potenti e i padroni del vapore. Sostenetela con le preghiere e, soprattutto, con l’azione.


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Data Recensione: 14/5/2015

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