`Above The Winter Oaks´ // `Fonogram´

Autore disco:

Pawn // Fonogram

Etichetta:

The Land Of (USA)

Link:

www.thelandof.org
www.fonogram.net

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2010 // 2011

Titoli:

1) Snow Piles 2) Winter Came Again 3) Fallen 4) Bottom Of Bottle 5) Above The Winter Oaks 6) Snow Piles (remix by My Fun) 7) Winter Came Again (Remix by Offthesky) 8) Fallen (Remix by The Green Kingdom) 9) Grund (Bottom Of Bottle) (Remix by Steinbrüchel) 10) Wild Owls (Above The Winter Oaks) (Remix By Billy Gomberg) // 1) Cruz del sur 2) Victory days 3) 5x5 (One Second Bridge Reprise) 4) Nubes 1 & 2 5) Andrea 2 6) Come on, Vamos 7) Over / Under 8) Trance Taciturno 9) Invisible City 10) Light & Dark 11) Linea 12 Agur

Durata:

60:44 // 50:01

Con:

Hideki Umezawa, Sawako Kato, Justin Hardison, Jason Corder, Michael Cottone, Ralph Steinbrüchel, Billy Gomberg // Vicente Garcia Landa, Santiago Narvaez, Fabian Gremion, Marianne Palme, Luis Daniel Moreno Aguirre, Rodrigo Mercado, Jomi Delgado, Fabian Gremion, Santiago Narvaez, Matias Bieniaszewski

bolle di sapone e aliti di vento

x e. g. (no ©)

CD-R e net-label, se non altro, stanno dando un minimo di visibilità ad artisti meritevoli che altrimenti resterebbero costretti al perpetuo oblio. Tanto-tanto il giapponese Hideki Umezawa, ma ditemi voi chi avrebbe dato ascolto ad uno sfigato, per giunta messicano, come Vincente Garcia Landa. Per l`amordiddio non fraintendetemi, non sto a dire che questi sono capolavori della musica contemporanea e che senza la loro pubblicazione il mondo avrebbe iniziato a girare all`incontrario, ma paragonati a tutte le porcherie inutili che ci sono in giro “Pawn” e “Fonogram” fanno la loro bella figura.
Il giapponese è autore di un bel disco dilatato e rarefatto - creato mescolando registrazioni concrete e suoni strumentali sbocconcellati da roba tipo glass-harp, handbell, pianica, armonica, chitarra... - ambientoso al punto giusto e memore di Oval - Fennesz, o delle classiche uscite 12K. Fragili bolle di sapone che si dissolvono al minimo alito di vento. Raffinato e delizioso, se pure non aggiunga nulla di particolarmente nuovo a quanto nel settore è già stato detto.
Il messicano, pur utilizzando all`incirca gli stessi mezzi, stende un`opera più corposa e rumorosa. Nel suo caso mi sembra più appropriato usare il termine psichedelia, sicuramente minimale e addirittura barrettiana quando in Victory days viene scelta la forma pura della canzone, e mi sento di poter stendere paragoni con una mia beniamina qual è Ela Orleans. I suoi sono quegli aliti di vento che dissolvono le bolle di sapone. Meno raffinato del giapponese ma, forse, più originale.


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 15/4/2013

`Boxer Rebellion´  

`Ash´ // `The Great Green´ // `Futuro Ancestrale´ // `Vostok: Remote Islands´  

`The Shadow Carvings And Other Short Poems´  

`Ottomani´  

`Galaterna´  

`Air Cake And Other Summery Occupations´  

`Rifugi´ // `Ellittica´  

`When The Crickets Sing´  

`The Air-Conditioned Nightmare´  

`Constellative Trio´  

`Ice Door´  

`What’s New?´  

`Tre storie per chitarra´  

`Drums & Octobass´ // `Always I Gnaw´  

`River Of January´  

`Escale´  

`Jalitah´  

`Catacryptico´  

`Farahser´  

`Qui´  

`Radici´  

`Temporal Waves´  

`For A Reason´  

`Where Songs Go At Night´  

`Vurga´  

`Chamber Music´  

`In The Grip´  

`Cello Unlocked´  

`Jack´  

`Domicide´  

`Infinity Avenue´  

`Regenprasseln´  

`Incanto´ // `Tracce´  

`Dreaming Of Horses Running In Circles´  

`Our Sea Lies Within´  

`Due´  

`Words´