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`Your Future Our Clutter´
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Autore disco: |
The Fall |
Etichetta: |
Domino (GB) |
Link: |
www.dominorecordco.com |
Formato: |
CD |
Anno di Pubblicazione: |
2010 |
Titoli: |
1) O.F.Y.C. Showcase 2) Bury Pts. 1 + 3 3) Mexico Wax Solvent 4) Cowboy George 5) Hot Cake 6) Y.F.O.C. / Slippy Floor 7) Chino 8) Funnel Of Love 9) Weather Report 2 |
Durata: |
50:16 |
Con: |
Peter `PP` Greenway, `The Eagle` Spurr, Eleni Poulou, Keiron Melling, Mark E. Smith |
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una draga sui bassifondi della musica |
x e. g. (no ©) |
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Sono più di trent`anni che i Fall ci propinano la stessa canzone, variandone gli ingredienti e la confezione in dosi millesimali, eppure continuano a suonare freschi e tutt`altro che noiosi e ripetitivi. Il fatto è che il loro mood è talmente particolare da impedire quello strascico di epigoni e fotocopie che solitamente portano verso la saturazione anche chi è dotato delle più alte soglie di tolleranza. Non che i Fall non ne abbiano avuti, di epigoni, ma nessuno di essi è mai riuscito ad avvicinarsi più di tanto alla (im)perfezione dei maestri. E` così che la loro miscela di Rock & Roll, Blues, Garage, Punk, Kosmische Musik, Progressive, Pop Kinksiano, Poesia Borroughsiana, Produzioni Giamaicane e tanto Rumore rimane ancora oggi, a più di un trentennio dalla loro apparizione, unica e inimitabile. La loro... la loro... la loro... in realtà sarebbe il caso di utilizzare il singolare. La sua, del rissoso Mark Edward Smith, leader maximo incontrastato e unico soggetto rimasto saldo nella sua posizione di `front man` lungo una storia fatta di terremoti, azzeramenti e rimpasti. Nonostante questi continui cambiamenti di formazione è lecito che Smith continui ad utilizzare il nome The Fall dal momento che è proprio la sua voce l`elemento caratterizzante nella musica del gruppo, il resto è fatto solo di ingredienti generici. E anche in “Your Future Our Clutter” è la voce ad essere protagonista, attraverso parole che cavalcano le bolgie sonore come macigni nella tempesta, una voce sempre accidiosa e sempre più arrochita per cagioni cercate (gli eccessi) e accidentali (gli anni). La musica, arcigna, graffiante, nervosa, monotona, percussiva e tendenzialmente lo-fi (com`è nella miglior tradizione del loro post punk) va attenuandosi a fine disco soprattutto nella delicata (valutate l'aggettivo secondo parametri falliani) ballata Weather Report 2, che presenta comunque una lunga e delirante coda psycodelica a base di rumore e distorsioni (quasi un omaggio ai Velvet Underground più noise). Se non conoscete i Fall iniziate pure a colmare la lacuna comprando i dischi classici, ma se i classici già li avete....
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Data Recensione: 28/2/2011 |
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