`Four Waves´

Autore disco:

Florian Wittenburg

Etichetta:

NurNichtNur (D)

Link:

www.florianwittenburg.com
www.nurnichtnur.com

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) Maarten slow and quick (organ version) 2) Petite magie des voix (part 1) 3) Morse2minor 4) Color und talea (Studie) 5) Minor2morse 6) Petite magie des voix (part 2) 7) Four waves

Durata:

46:56

Con:

Florian Wittenburg, HKU student choir, Klaus Hufschmidt, Daniel Hamburger, John Devitt

simmetrie d’autore

x mario biserni (no ©)

A balzare subito all’occhio è l’attenta geometria del disco: organo – voci – vibrafono – vibrafono e flauto – vibrafono – voci – synth. La stessa durata dei brani segue un ordine estremamente logico: 7 – 4 – 4 – 14 – 4 – 4- 7. Tutti i brani perseguono comunque concetti di simmetria, sia al loro interno sia nei confronti dei loro corrispettivi: Morse2minor e Minor2morse, per esempio, si sviluppano su un percorso inverso risultando speculari. Questa ricerca della simmetria sdogana il disco da una forma puramente minimalista, che pure ‘è’ nelle singole parti, per abbracciare una variabilità, e una contrapposizione fra parti lente e parti ritmate, fra suoni lunghi e suoni brevi, fra suoni ‘puri’ e suoni ‘trattati’, in grado di sfuggire a ogni tipo di concettualismo newageista. La varietà è garantita sia all’interno delle singole composizioni – il notevole brano iniziale è ad esempio equamente suddiviso fra parti lente e parti sincopate – sia fra le stesse, dove al gotico mormorare di Petite magie … fa seguito un vibrafono sfregato (bowed) e trattato elettronicamente i cui suoni passano dalle segnalazioni morse iniziali alle sonorità continue della seconda parte. Il brano centrale, nei suoi quattordici minuti di durata, rappresenta un po’ il clou del disco, dove flauto, vibrafono, trattamenti elettronici, tecnica phasing e quant’altro vanno a costruire un’onda sonora magniloquente per potenza e ricchezza di detriti vari. “Four Waves” rappresenta un ottimo punto di partenza per iniziare a esplorare l’universo sonoro di Florian Wittenburg.


click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 13/12/2018

`Livebatts!´  

`Doublethink´  

`Gratitude´  

`Kalvingrad´  

`Damn! Freistil-Samplerinnen 4 + 5´  

`L’inottenibile´  

`22:22 Free Radiohead´  

`Four Waves´  

`Beats´  

`Vostra Signora Del Rumore Rosa´  

`777+2 Per Aspera Ad Astra´  

`Emblema´  

`Tajaliyat´  

`Moondrive´  

`Collected Wreckages´ // `Shallow Nothingness In Molten Skies´ // `Blind Tarots´  

`Selected Works For Piano And/Or Sound-Producing Media´  

`Triad´ // `Mokita´  

`Syria´  

`Humyth´  

`La spensieratezza´  

`Come tutti gli altri dei´  

`The Cold Plan´  

`Jukebox all’idroscalo´  

`Beautifully Astray´  

`Pulsioni oblique´ // `For Anita´ // `Musica per camaleonti´  

`Leaking Words´  

`NorN´  

`Giraffe´  

`Temps En Terre´  

`A Season´ // `(S)àcrata´ // `Nei resti del fuoco´  

`Live At Konfrontationen Nickelsdorf 2012´  

`The Spring Of My Life´  

`Noises From Melancholia´  

`Meccanismi e desideri semplici´  

`Edges´  

`Una piccola tregua (Live)´  

`Settembre´  

`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´  

`Plastic Fantastic´  

`Z/Rzw-Shiiiiiii´  

`Vegir´  

`Quadrature´  

`Lo stretto necessario´  

`Food Foragers´  

`AB+´  

`Disappearing´  

`Porteremo gli stessi panni´  

`Words Delicate Flight´  

`The Irresistible New Cult Of Selenium´  

`Floatin’ Pieces´  

`Girovago´  

`Un tempo, appena´  

`Inscapes´  

`Ortiche´