`Selected Works For Piano And/Or Sound-Producing Media´

Autore disco:

Earle Brown

Etichetta:

Amirani Contemporary (I)

Link:

www.amiranirecords.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) Home Burial 2) Folio: October 1952 3) Folio: November 1952 (“Synergy”) 4) Folio: December 1957 52 5) Folio: MM-87 6) Folio : M-135 March 1953 7) Folio: Music For “Trio For Five Dancers” June 1953 8) Folio: 1953 9) 4 Systems: January 1954 10) Twenty-Five Pages

Durata:

56:54

Con:

Gianni Lenoci

una pubblicazione importante

x mario biserni (no ©)

Felice e ben congegnata. E pure ardita. Così appare la scelta di dedicare una fetta del catalogo Amirani Records a una collana riservata ai maestri della musica contemporanea. L’occasione è oggi doppiamente ghiotta, perché l’opzione verte su Earle Brown, probabilmente l’autore meno conosciuto nel novero di quel gruppo che comprendeva altresì John Cage, Christian Wolff e Morton Feldman. L’esecutore è in pari misura d’eccezione, trattandosi del pianista Gianni Lenoci che su Amirani si era già misurato con le partiture di Morton Feldman e John Cage (“For Bunita Marcus” - Amirani Contemporary 02-C e “cagExperience” - Amirani Contemporary 03-C).
Ho poco da aggiungere su un musicista storicizzato, sulla cui figura e sulla cui importanza il lettore potrà trovare notizie a iosa, finirei con il ripetere quanto già scritto da altri.
Altrettanto accadrebbe se mi addentrassi nel profilo di Lenoci, improvvisatore ben conosciuto da chi segue il catalogo Amirani e, ancor più, da chi segue la musica improvvisata Made in Italy.
Il CD è d'altronde confezionato splendidamente e riporta i ritratti dettagliati dei protagonisti.
Mi soffermo perciò brevemente sui motivi di maggior interesse della pubblicazione. Innanzitutto l’impegno del pianista in un ambito che sembrerebbe non appartenergli può portare due tipologie di pubblico ad avvicinarsi e confondersi su un terreno che, a questo punto, appare comune. Le doti interpretative di Lenoci, seppur note, vengono qui messe ulteriormente in risalto, a smentita di quel pubblico ancora convinto che chi fa musica improvvisata non sarebbe in grado di esprimersi in altri ambiti. Infine c’è una musica che, pur appartenendo al passato, appare sempre presente, quando non addirittura proiettata nel futuro. E non mi riferisco solo a brani come 4 Systems: January 1954, resa straniante dall’utilizzo di effetti elettronici, ma anche a una Home Burial che gli influssi chopiniani sembrerebbero viceversa trascinare indietro nel tempo.
Insomma, un triplo plauso a Gianni Mimmo e alla sua Amirani, ché pubblicazioni simili sono impagabili.


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Data Recensione: 17/9/2019

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