`Beautifully Astray´

Autore disco:

Abi Wade

Etichetta:

Love Thy Neighbour (GB)

Link:

www.abiwade.com
www.youtube.com/watch?v=C3mkiyf6g_Q
www.youtube.com/watch?v=097pB-A6nKA

Formato:

LP, CD, D

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) A Bit Like Love 2) Reasonable Doubt 3) Laws And Mankind 4) Hawk In Your Side 5) Lucia 6) Wanted 7) Gold Abyss 8) Obsession 9) Vandalising 10) We Are In Sight

Durata:

37:51

Con:

Abi Wade, Jay Malhotra, Dan Copeman, Chris Hamilton, Sarah Latto, Lisa Rost-Welling, Thom Andrews, Jon Bradley, Owen Hughes, Caelia Lunniss, Carrie Topley, Benedict Green, Elin Sian Parry, Madi Aafke Luimstra, Tom Huet, Sophie English, Angie Rance, Marcus Hamblett, Nathaniel Cross, Patrik Kenny, Eric Cannell

consigliato

x mario biserni (no ©)

Di Abi Wade m’aveva inizialmente colpito il modo di utilizzare i quattro arti, un po’ alla Paolo Angeli, per costruire scarni arrangiamenti orchestrali basati sul violoncello e su box e altri attrezzi percossi attraverso dei pedali. In seguito, come un fulmine a ciel sereno, era arrivata la versione con accompagnamento orchestrale registrata alla St. Peter's Church di Notting Hill di uno di quei brani, Faker, ed era una cosa da far accapponare al pelle (ho riportato i link per accedere alle due versioni del brano, quella in solitudine e quella orchestrale). Dopo alcuni singoli ed EP, tutti invariabilmente autoprodotti, è ora il turno del primo LP, per la registrazione del quale la ragazza ha deciso di affidarsi alle orchestrazioni di Sarah Latto, con utilizzo di archi, fiati e cori vocali, oltre a un considerevole ampliamento della gamma di strumenti da lei utilizzati. Ne sorge un disco di folk da camera con la voce della Wade che rimanda all’indimenticabile Billie Holiday. E ne vien fuori, soprattutto, il ritratto ormai compiuto di un’artista deliziosa. Unica nota, non tanto negativa quanto indecifrabile, un gadget allegato alle copie in vinile che non sono riuscito a capire a che cazzo serve. Personalmente avrei preferito un singolo, anche un flexi inciso su un solo lato, con la micidiale versione orchestrale di Faker. Ma tant’è ….


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Data Recensione: 9/8/2018

`Tajaliyat´  

`Selected Works For Piano And/Or Sound-Producing Media´  

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`Syria´  

`Humyth´  

`La spensieratezza´  

`Come tutti gli altri dei´  

`The Cold Plan´  

`Jukebox all’idroscalo´  

`Beautifully Astray´  

`Pulsioni oblique´ // `For Anita´ // `Musica per camaleonti´  

`Leaking Words´  

`NorN´  

`Giraffe´  

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`Live At Konfrontationen Nickelsdorf 2012´  

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`Noises From Melancholia´  

`Meccanismi e desideri semplici´  

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`Una piccola tregua (Live)´  

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`Z/Rzw-Shiiiiiii´  

`Vegir´  

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`Disappearing´  

`Porteremo gli stessi panni´  

`Words Delicate Flight´  

`The Irresistible New Cult Of Selenium´  

`Floatin’ Pieces´  

`Girovago´  

`Un tempo, appena´  

`Inscapes´  

`Ortiche´  

`Maledette rockstar´  

`Exuvia´  

`Le nuvole si spostano comunque´  

`Magic Pandemonio´  

`Omaggio a Marino Zuccheri´  

`Gamelan – Coming & Going´  

`Succi con ghiaccio´  

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`Hide & Squeak´  

`Neve´  

`Kintsugi´  

`Tell No Lies´  

`Cronache carsiche´  

`Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo´