`The Living, The Dead, The Sleepers And The Insomniacs´

Autore disco:

Testing Vault

Etichetta:

EeɘƎ (CH)

Link:

e0e0e0e0.bandcamp.com/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2022

Titoli:

1) Fingers Are The Teeth Of Limbs 2) The Living, The Dead, The Sleepers And The Insomniacs 3) Prosthetics 4) Selecting A Ghost 5) Taxidermia 6) Repeating The Falling Sequence 7) The Tunnel Lights Are All Flickering

Durata:

34:26

Con:

Daniele Santagiuliana

non solo per vecchi darkettoni notturni

x mario biserni (no ©)

Voglio iniziare questa recensione con una domanda: a chi può interessare oggi un disco come questo?
“The Living, The Dead, The Sleepers And The Insomniacs” ha il potere di farmi tornare indietro di una trentina d’anni, quando le prime pagine delle riviste musicali di tendenza erano occupate da concetti come isolazionismo, dark-ambient, post-industrial, noise elettronico o come cavolo lo volete chiamare. Cosa c’è di male? Cosa sono trent’anni? Calmi e buoni, magari nell' XI° Secolo trent’anni non erano niente ma alla velocità alla quale nel presente corre il mondo sono un’eternità. Avete fatto caso che un ventenne parla di un tredicenne allo stesso modo in cui 60 anni fa un ottantenne parlava di un ventenne! Fenomeni come la drum’n’bass, ascesa alla notorietà solo trent’ani fa, oggi sono preistoria e le mode musicali, si sa, sono come i crimini e con il passare degli anni vanno in prescrizione. Con termini di legge che si vanno sempre più accorciando, se Mozart o Bach fossero nati oggi durerebbero il bercio d’un gatto. il rapporto è lo stesso che c’è fra una ribaltina del 700 e un mobile dell’Ikea (sono riuscito a citarla anch’io, come più o meno tutti gli scrittori svedesi, con la differenza che non percepirò neppure una corona per la pubblicità occulta).
Quindi, oggi come oggi, un disco come questo richiama molto meno l’attenzione di quanto sarebbe successo trent’anni fa. Eppure gli elementi che lo compongono hanno lo stesso tipo di ricchezza, a partire dalle forme scheletriche della custodia che possono far pensare a Lustmord, Robert Hampson, Adi Newton o Peter Christopherson. Nei versi scritti da Sir Arthur Conan Doyle e recitati in Selecting A Ghost c’è la voce che ricorda il William Burroughs precursore di quelle tecniche cut-up riprese anche in questi brani, che vengono presentati come un «un viaggio notturno in cui i campionamenti e le sonorità spezzate vengono raccolte e rimesse assieme». Amarum in fundo sono citati i nomi di John Murphy, Zoe DeWitt, Korpses Katatonik e Alan Lamb, ai quali è dedicato questo disco i cui momenti più luminosi possono far pensare a una lunga notte polare e quelli più vivaci alla colonna sonora per una marcia di zombies o per i ritmi di un’acciaieria.
Mi rendo conto che l’ultima frase è l’unica cosa sensata di una recensione altrimenti vacua che inizia con una domanda alla quale non viene poi data nessuna risposta.
In merito a Daniele Santagiuliana, il nome che si nasconde dietro la sigla Testing Vault, va comunque detto che non è un novellino scappato fuori oggi, in ritardo ben oltre i tempi massimi, ma è un artista che calca le scene da oltre vent’anni e ha già all’attivo numerosi dischi (a proprio nome, come Testing Vault o sotto altre sigle).
Quale può essere il succo di tutto ciò: l’unico che percepisco è che mode, tendenze, generi e altre menate simili sono nocive per la musica come la grandine per le piante da frutto.

Prossimamente: “Rainforest IV” di David Tudor; “Double Exposure” di Francesco Massaro & Francesco Pellegrino; “People and Places” dei Katharsis; “Landscapes and Lamentations” di Richard Carr; “The Soundtrack of Your Secrets” di Andrea Bellucci & Matteo Uggeri; “Transmutation Of Things” di MC Maguire; “Blue Horizon” di Richard B. Lewis; “Signals” di Lawson & Merrill; “Hide Nothing” // “Before Then” dei Tell No Lies //Tim Trevor-Briscoe, Szilárd Mezei & Nicola Guazzaloca; “Virus” dei Sonic Alliances; “Tempoo” dei Compani Extended & Voices; “Folk! Volume 1” // “Folk! Volume 2” di Roberto Fega; “Ilta” di Stefanie Abderhalden & Kyle Flens; “Spinifex Sings” degli Spinifex; “Arkinetics” di Dan Kurfirst; “Austin Meeting” di A Spirale / Makoto Oshiro / Takahiro Kawaguchi; “Shirwku” della Zebra Street Band; “Black Holes Are Hard To Find” di Frank Paul Schubert, Kazuhisa Uchihashi & Klaus Kugel; “Songs In Time Of Plague” di Alex Lubet …


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Data Recensione: 27/3/2023

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