`A Secret Code´ // `Echolocation´

Autore disco:

Pamela Z

Etichetta:

Neuma Records (USA) // Freedom To Spend (USA)

Link:

neumarecords.org
www.freedomtospend.org/

Formato:

CD // LP

Anno di Pubblicazione:

2021

Titoli:

1) Quatre Couches / Flare Stains 2) Unknown Person (from Baggage Allowance) 3) Other Rooms 4) A Piece Of π 5) Site Four (from Occupy) 6) Typewriter 7) He Says Yes (from Echo) 8) Timepiece Triptych: Declaratives In The First Person 9) Timepiece Triptych: Syrinx 10) Timepiece Triptych: De-Spangled // 1) Echolocation 2) Two Black Rubber Raincoats 3) Badagada 4) Pop Titles ‘You’ 5) I Know 6) In The Other World 7) An In 8) Scaff Scivi Gno

Durata:

58:45 // 28:17

Con:

Pam Brooks // Pam Brooks, Donald Swearingen, Shof, Bill Stefanacci

poco è meglio di niente

x mario biserni (no ©)

Tre dischi in trent’anni + qualche brano sparso su varie compilation (come la splendida “From A To Z”): Pamela Z non rischia certo di collassare i nostri scaffali.
“A Secret Code”, nuova uscita a 17 anni dal precedente “A Delay Is Better”, è composto da 10 madrigali basati essenzialmente sulla voce, più pochi altri suoni, a rappresentare una collisione fra i pianeti Meredith Monk e Laurie Anderson.
Innanzi tutto la parola, parlata cantata o campionata che sia, e in secondo luogo i vocalizzi, le voci manipolate, le escursioni nei canti della natura e nel mondo dei rumori.
Il compact è ben curato anche nella confezione che contiene una breve scheda sull’artista, note dettagliate sui singoli brani redatte dalla stessa Pamela Z, un’interessante preambolo scritto da Annea Lockwood e l’elenco delle voci campionate.
L’esordio di Pamela Z era avvenuto nel 1988 tramite una cassetta autoprodotta contenente 16 brani. 8 di essi sono oggi nuovamente disponibili in un mini LP da ascoltare a 45 giri. “Echolocation” è il primo passo di un’artista già matura che, oltre alle inevitabili influenze minimaliste, mostra come i suoi madrigali surrealisti subiscano anche insospettabili derive no wave. Stupefacente, considerando anche l’anno in cui la cassetta venne pubblicata, è la sinfonia per guazzabuglio di voci manipolate che chiude il disco.
Il terzo disco in trent’anni e la ristampa di metà della cassetta d’esordio sono chiaramente un po’ poco.
Ma poco è comunque meglio di niente.
Comunque è facile incrementare il bottino, basta guardarsi un po’ intorno. Vi posso segnalare brevemente, ad esempio, due ottimi CD pubblicati nel 2021 su Unsounds: “CyberSongs” di Barbara Ellison e, soprattutto, “I Don’t Want To Be An Individual All On My Own” di Genevieve Murphy. Il primo, dal titolo molto azzeccato, è direttamente collegabile a Scaff Scivi Gno di Pamela Z. Frasi reiterate e manipolate elettronicamente vanno a costituire un cyber-minimalismo futurista mentre altrove, un po’ come Pamela Z faceva in A Piece Of π, l’utilizzo di svariati idiomi permette interessanti mutamenti tonali.
Il disco della Murphy è più consueto e prevede anche l’utilizzo, accanto a synth ed elettroniche, di strumenti più tradizionali come sax, chitarra e batteria (e la presenza, fra i collaboratori, di Andy Moor e John Dikeman sposta la bilancia in direzione della new wave of jazz). Le atmosfere sono essenzialmente surreali e la voce della protagonista passa con disinvoltura dal recitato al cantato, parafrasando il jazz, la drum and bass e il trip hop senza mai perdere la bussola di un’interpretazione affatto personale.

Prossimi top: “Eight Pieces For The Buchla 100 Series” di Mario Verandi; “Aterraterr” di Giuseppe Doronzo & Pino Basile; “INCIDENTI – Lo schianto” di NichelOdeon / InSonar & Relatives; “Anna” di Angelo Bignamini; “Gro Mig En Blomst” // “Skærsgårdslyd” di Astrid Øster Mortensen; “Historic Music Past Tense Future” di Brötzmann, Graves & Parker; “PAN Project” del PAN Project Ensemble; “O” di Enomisossab; “In Otherness Oneself” // “Soothe My Soul, Feed My Thought” di Kaja Draksler; “Run, The Darkness Will Come!” dei Day & Taxi; “You’re Either Standing Facing Me Or Next To Me” // “Concert 2009” // “My Lord Music, I Most Humbly Beg Your Indulgence In The Hope That You Will Do Me The Honour Of Permitting This Seed Called Keiji Haino To Be Planted Within You” di Keiji Haino & The Hardy Rocks // Marteau Rouge & Haino Keiji // Keiji Haino ...


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Data Recensione: 24/6/2022

`Anna´  

`INCIDENTI – Lo schianto´ // `O´  

`In Her Words´  

`Paint Your Lips While Singing Your Favourite Pop Song´  

`Alpine Variations´ // `Watering A Paper Flower´  

`Promontory´  

`« … »´  

`Katacombe Vol. 3´  

`In Vivo´  

`Eight Pieces For The Buchla 100 Series´  

`Aterraterr´  

`Cabrioles cérébrale et accidents psychotiques´  

`2013 – 2021 dal diario di Luigi La Rocca, Cittadino´  

`A Secret Code´ // `Echolocation´  

`Avvolgistanti´  

`Elements´  

`Blues Pour Boris´  

`The Other Lies´  

`Kora´  

`Over The Ridge´  

`Nut´  

`Medusa Dreaming´  

`Melancholia´ // `Cure And Mound´  

`Justinian Intonations´  

`Transmitter´  

`Fernweh´  

`Totale!´  

`Post Jazz Chamber Music´  

`Pulsioni Oblique Vol. 2´ // `Hardboiled´  

`Cirrus´  

`Saca Los Cuernos al Sol´  

`Approximately Grids With A Plan´  

`Eris I Dysnomia´ // Ixtlahuaca´ // ‘Box Of Black´  

`Beats The Plague´  

`Parallelism´  

`Mother Afrika´  

`Non Dweller´ // `Erosion´  

`Music For A Different Room´  

`Thrīe Thrēo Drī ´  

`Reverse Drift / Reverse Charge´  

`An Established Color And Cunning´  

`Postcard From A Trauma´  

`Notturno´  

`Nova esperanto (l’album perduto del 2006)´  

`Duo Sutera Novali´  

`Absum´  

`Convex Mirrors´  

`Township Nocturne´  

`Let It Fall´// `Does The Moon Not Dream´  

`Special Adaptations Volume 1´  

`Kranenburg Tree´  

`Nothing´  

`Subtle Matters´  

`WE3´  

`Solos And More At Studio 304´