`Nut´

Autore disco:

Fie Schouten

Etichetta:

TRYtone Records (NL)

Link:

www.fieschouten.nl
www.trytone.org
www.sands-zine.com/archiviorec.php?IDrec=2221

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2021

Titoli:

1) Connect4 2) On Intimacy IV ‘mozaiek’ 3) Anubis 4) Nout 5) Decade 6) Top-Blow-Dance4

Durata:

54:40

Con:

Fie Schouten, Jelte Althuis, Eva van de Poll, Tatiana Koleva, Bart de Vrees, Marko Kassl

una voce fuori dal coro

x mario biserni (no ©)

L’olandese Fie Schouten è fra i maggiori esperti di clarinetto basso (o clarone), uno strumento dal suono scuro e notturno e allo stesso tempo caldo e avvolgente. Essendo uno dei tre strumenti suonati da Eric Dolphy, gli altri due erano il sax alto e il flauto, il clarone si è conquistato uno status di strumento culto presso una parte del pubblico che segue il jazz sperimentale e le musiche improvvisate in generale. La Schouten, che al clarone affianca a volte il corno di bassetto e il clarinetto contrabbasso, si è affermata in primis come interprete di autori classico-contemporanei di grande levatura (tra gli altri Kagel, Stockhausen, Wolff, Messiaen e Isang Yun) ma in seconda battuta pure di autori legati all’ambiente della musica improvvisata (Ig Henneman, Tobias Klein, Albert van Veenendaal e Guus Janssen). Sono queste ultime frequentazioni che l’hanno trascinata nei nostri sogni e fra le nostre braccia.
In queste registrazioni pubbliche affronta un repertorio legato a vari linguaggi della musica contemporanea, dal post-minimalismo alla musica spettrale, attraverso la lettura-esecuzione di brani firmati da Evan Ziporyn (Connect4), Ruud Roelofsen (On Intimacy IV ‘mozaiek’), Gérard Grisey (Anubis e Nout), Enric Raxach (Decade) e Hanna Kulenty (Top-Blow-Dance4).
I due titoli centrali la fotografano in completa solitudine; nell’occasione impegnata con il più ingombrante clarinetto contrabbasso che, comunque, governa con la maestria tipica degli addestratori nati. Il primo è un monologo discorsivo, con suoni compressi e qualche breve fraseggio, nel quale sfrutta soprattutto le possibilità offerte dal bocchino. Nout è invece una catena di suoni lunghi e dilatati, come in un sogno lucido alle soglie dell’alba.
In Decade di Enric Raxach, un compositore olandese di origini spagnole, il clarone è affiancato dalla fisarmonica di Marko Kassl. Il brano è molto vario e alterna oasi di pace con aperture più forti e convulse così come sottili movimenti di danza con delicate introflessioni, il tutto sottolineato da un dialogo sempre teso fra i due strumenti.
Ruud Roelofsen, l’autore di On Intimacy IV ‘mozaiek’, è un percussionista, e questo appare evidente dall’importanza che le percussioni di Bart de Vrees giocano nella struttura del brano, tutte (s)tese a sottolineare i glissando declamativi del violoncello di Eva van de Poll e del clarone della Schouten. Nell’insieme si tratta di un’esposizione piuttosto drammatica.
Ziporyn e la Kulenty sono presenti in prima e ultima battuta con brani per doppio clarinetto basso (nei quali Jelte Althuis affianca la Schouten), violoncello (Eva van de Poll) e vibrafono (Tatiana Koleva). Connect4 di Ziporyn, uno dei più noti esponenti del post minimalismo, è basato su sketch dei quattro strumentisti che si ripetono a incastro.
Ben diversa è Top-Blow-Dance4 della polacca Hanna Kulenty, una composizione dal suono sinfonico che mi sembra scomodare persino reminiscenze di musica romantica.
“Nut” è uno di quei dischi che escono nettamente, sia per gli strumenti utilizzati sia per i compositori proposti, dal coro delle ovvietà, e sarebbe sufficiente questo per renderne l’acquisto caldamente raccomandato.

Prossimi top: “Elements” di Günter “Baby” Sommer & Fabrizio Puglisi; “A Secret Code” // “Echolocation” di Pamela Z; “Eight Pieces For The Buchla 100 Series” di Mario Verandi; “Aterraterr” di Giuseppe Doronzo & Pino Basile; “INCIDENTI – Lo schianto” di NichelOdeon / InSonar & Relatives; “Anna” di Angelo Bignamini; “Gro Mig En Blomst” // “Skærsgårdslyd” di Astrid Øster Mortensen; “Historic Music Past Tense Future” di Brötzmann, Graves & Parker; “PAN Project” del PAN Project Ensemble; “O” di Enomisossab ...


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Data Recensione: 6/5/2022

`Anna´  

`INCIDENTI – Lo schianto´ // `O´  

`In Her Words´  

`Paint Your Lips While Singing Your Favourite Pop Song´  

`Alpine Variations´ // `Watering A Paper Flower´  

`Promontory´  

`« … »´  

`Katacombe Vol. 3´  

`In Vivo´  

`Eight Pieces For The Buchla 100 Series´  

`Aterraterr´  

`Cabrioles cérébrale et accidents psychotiques´  

`2013 – 2021 dal diario di Luigi La Rocca, Cittadino´  

`A Secret Code´ // `Echolocation´  

`Avvolgistanti´  

`Elements´  

`Blues Pour Boris´  

`The Other Lies´  

`Kora´  

`Over The Ridge´  

`Nut´  

`Medusa Dreaming´  

`Melancholia´ // `Cure And Mound´  

`Justinian Intonations´  

`Transmitter´  

`Fernweh´  

`Totale!´  

`Post Jazz Chamber Music´  

`Pulsioni Oblique Vol. 2´ // `Hardboiled´  

`Cirrus´  

`Saca Los Cuernos al Sol´  

`Approximately Grids With A Plan´  

`Eris I Dysnomia´ // Ixtlahuaca´ // ‘Box Of Black´  

`Beats The Plague´  

`Parallelism´  

`Mother Afrika´  

`Non Dweller´ // `Erosion´  

`Music For A Different Room´  

`Thrīe Thrēo Drī ´  

`Reverse Drift / Reverse Charge´  

`An Established Color And Cunning´  

`Postcard From A Trauma´  

`Notturno´  

`Nova esperanto (l’album perduto del 2006)´  

`Duo Sutera Novali´  

`Absum´  

`Convex Mirrors´  

`Township Nocturne´  

`Let It Fall´// `Does The Moon Not Dream´  

`Special Adaptations Volume 1´  

`Kranenburg Tree´  

`Nothing´  

`Subtle Matters´  

`WE3´  

`Solos And More At Studio 304´