`Approximately Grids With A Plan´

Autore disco:

Luca Perciballi Organic Gestures

Etichetta:

Aut Records (D)

Link:

www.autrecords.com/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2021

Titoli:

1) Poiesis I 2) Breeding Cycle I 3) Breeding Cycle II 4) Eating Lichens (To Luigi Ghirri) 5) Breeding Cycles III 6) Molecular Mobiles II 7) Poiesis II

Durata:

49:11

Con:

Luca Perciballi, Andrea Grillini, Andrea Grossi

i linguaggi della chitarra - 2

x mario biserni (no ©)

Altro giro, altra corsa: dopo il portoghese Manuel Mota ecco a voi Luca Perciballi, indubbiamente uno dei migliori chitarristi italiani. Metto subito sul piatto l’incongruenza, dato che il suono di Perciballi è più limpido, più cristallino, meno rumoroso rispetto a quello di Mota, quindi detto così può sembrare che la sua musica sia più introversa, e invece no! Tutto il contrario. Può darsi che tale sia l’effetto creato dalla presenza di due bestiacce come Grossi e Grillini, laddove Mota viaggiava in solitudine, che con i loro contrabbassi e batteria donano alla compagine un aspetto rockistico. Ciò per semplificare, perché in realtà Perciballi & Co non rinunciano mai ad andare oltre l’apparenza, e a sperimentare, come appare chiaro sin dal brano d’apertura dove tutto è rovesciato, con la batteria che si erge a strumento solista con le due corde nel ruolo di umili gregari. Ma già il nitido fraseggio in Breeding Cycle I ridispone le cose nella giusta dimensione, con il chitarrista lucidamente impegnato nella conduzione del gioco. Limpido, abbiam detto, brioso e dinamico. Il secondo atto di Breeding Cycle è basato su un dialogo paritetico fra i tre, ma poi sviluppa in un crescendo finale che mantiene i toni amabili del primo atto. Eating Lichens, dedicato al fotografo Luigi Ghirri, è il brano più (dis)articolato del lotto. Sull’inizio affidato a Grillini, in forma piuttosto libera, si inseriscono il contrabbasso e la chitarra a costruire una delicata melodia. Subentra un’allucinata fase centrale, sospesa fra psichedelia malata e tentazioni rumoriste (Hendrix e Pink Floyd docent), salvo tornare poi sul fraseggio chitarristico (in veste più elettrica rispetto alla prima parte) e andare infine a spegnersi in un duetto contrabbasso – batteria con la chitarra ormai quasi invisibile; un brano costruito magistralmente. Breeding Cycles III sembra riprendere la fluida gentilezza degli episodi I e II, ma poi si impenna verso un mood elettrico vagamente hendrixiano e infine ripiega su una burbera chiusura molto rockettona. Molecular Mobiles II è il brano più strano, un’antrisa di dissonanze grattugiate dalla quale emergono, nelle ultime battute, le solite note limpide della chitarra. A questo punto sembra evidente che Perciballi si riserva i suoni più simpatici per delegare a Grossi e Grillini l’elaborazione di quelli più antipatici. L’ultimo atto riprende un po’ da dove il CD era iniziato, solo che in questo caso la parte solista viene riservata al contrabbasso, che se la gioca in una melodia calda e avvolgente.
È il CD nel suo insieme, oltre ai singoli brani, ad apparire strutturato con una perizia e un acume straordinari.

Prossimamente: “Saca Los Cuernos al Sol” di Ernesto Diaz-Infante; “Post Jazz Chamber Music” di Francesco Baiguera; “Totale!” di Totale!; “Fernweh” di Danilo Ligato; “Transmitter” di Ken Field; Justinian Intonations” di Philip Blackburn; “Melancholia” // “Cure And Mound” di John Edwards & Dirk Serries // Anton Mobin & Martina Verhoeven; “Over The Ridge” di Richard Carr; “The Other Lies” di Tom Jackson & Colin Webster; “Medusa Dreaming” di Ros Bandt; “Avvolgistanti” di Luca Borgia …


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Data Recensione: 22/3/2022

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