`The Spring Of My Life´

Autore disco:

Andrea Massaria & Clementine Gasser

Etichetta:

Amirani Records (I)

Link:

www.amiranirecords.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Fantasia I2) In My New Clothes 3) Fantasia II 4) Spring Rain – A Descarded Letter Blows 5) Fantasia III 6) The Distant Mountain 7) Snow Melting 8) The Day Burst 9) Fantasia IV 10) The Home Village 11) At My Feet 12) Crawling Across The Bridge 13) Lovely – The Sky 14) Flowers In The Evening 15) Fantasia V

Durata:

59:19

Con:

Andrea Massaria, Clementine Gasser

fuori dalle feste comandate

x mario biserni (no ©)

Quando intervistammo Gianni Mimmo, sassofonista e animatore della Amirani Records, alla nostra domanda: «Mi capita sempre più spesso di ascoltare chitarristi che fanno musiche sperimentali, laddove per tradizione la chitarra veniva utilizzata soprattutto nelle musiche folk e popolari, e allora mi domando: è la musica popolare che sta diventando sempre più sperimentale o è la sperimentazione che sta diventando una faccenda popolare?», così rispondeva: «Vedo che nella “sperimentazione” (troppe cose vengono chiamate in questo modo e molto spesso nascondono una noiosissima vena mainstream) la chitarra è spesso usata come porta per accedere al mondo dei suoni.
«Voglio dire che si ascolta raramente il vero suono della chitarra: questa è usata nella gran parte dei casi come generatore di vibrazioni poi processate attraverso una valanga di filtri, pedali, effetti generativi etc.
«Molto spesso lo skill richiesto non è quello chitarristico, ma la conoscenza dei vari device. Forse si può parlare di un altro strumento...
«Musicisti che si dedicano alla sola chitarra acustica o elettrica: beh non sono molti in quel campo: nella derivazione Bailey veramente pochi, ad esempio.
«Molte cose sono successe e succedono nell’ambito più accademicamente contemporaneo, anche se finalmente si stanno aprendo, un pochino, le porte. Penso a Scodanibbio, giusto per citare, che ha scritto cose molto belle per chitarra, modernissime. Anche nella musica di derivazione jazz il linguaggio chitarristico ha accolto più di una mutazione (si pensi all’impronta timbrica di uno Scofield o di un Frisell). La precipitazione stilistica della chitarra è più rintracciabile in questi ultimi territori, secondo me.
«L’approccio più coloristico, così diffuso fra i giovani, è in parte dovuto alla facilità di accesso, credo, ad una immediata dimestichezza con la manipolazione della timbrica attraverso gli effetti elettronici.
«Per molti lo strumento dal quale parte la catena sonora è meno importante di quanto si pensi.»
Gli sviluppi nell’utilizzo della chitarra, e il suo adattamento all’evoluzione della tecnologia, mi sembra uno dei temi sostanziali di questo splendido lavoro a quattro mani. Il secondo aspetto riguarda l’exploid nell’utilizzo del violoncello, fenomeno riscontrabile in tutti i generi musicali e al quale abbiamo a suo tempo dedicato un lungo articolo. In questo caso i motivi sono diversi, rispetto alla chitarra, anche perché il violoncello è tutt’altro che uno strumento di facile accesso, ma sono la sia duttilità, adattabilità e complessità timbrica ad averne fatto uno strumento quasi essenziale in molte delle musiche che ascoltiamo. In ultimo è da mettere in bilancia l’influenza della cultura giapponese nelle musiche occidentali contemporanee e, in particolare, in quegli ambiti definiti come musiche improvvisate.
“The Spring Of My Life”, iniziando dalla fine della nostra premessa, è composto da piccoli quadri sonori ispirati dall’arte giapponese detta haiku, cioè brevi componimenti poetici dalle caratteristiche minimali (poche parole che però evocano interi universi). Recentemente ci è occorso in più occasioni di imbatterci in musiche facenti riferimento agli haiku, musiche minimali nella forma ma non nella sostanza. Nell’occasione si fa riferimento ad alcuni componimenti del poeta Kobayashi Issa (1763-1828).
La chitarra di Massaria, con i suoi effetti e dispositivi elettronici, e il violoncello di Clementine Gasser, una particolare variante dello strumento con 5 corde, si attengono pienamente allo spirito degli haiku dando vita a strutture formalmente minimali ma espressivamente intense, colorite e fortemente evocative. La varietà timbrica e la qualità acustica dei suoni ottenuti dai due strumenti è indescrivibile e il dialogo non conosce mai momenti di stallo. Dialogo è la parola giusta, dacché l’impostazione è estremamente discorsiva e spesso mi ha ricordato i colloqui-litigi strumentali fra Charles Mingus ed Eric Dolphy. I quindici brani non presentano momenti di stallo né situazioni che si ripetono, come ho già scritto sopra, e i due volano letteralmente sulle ali di una fantasia sfrenata e scevra da qualsiasi pastoia formale. “The Spring Of My Life” è un opera ricca di sfaccettature che, questo è il suo punto di forza, da qualsiasi punto le guardi esprimono una luce propria e sempre diversa.


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Data Recensione: 10/6/2018

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