`Disappearing´

Autore disco:

Adriano Zanni

Etichetta:

Boring Machines (I)

Link:

boringmachines.it

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Dreams And Falling Trees 2) About The End, Without Beginning 3) What Is Left 4) In The Distance 5) Disappearing (The Last Trip)

Durata:

39:38

Con:

Adriano Zanni, Alessandro Calbucci

lo zanni perde il punck ma non il vizio

x mario biserni (no ©)

È suggestivo fin dalle immagini della confezione questo primo lavoro sulla lunga distanza pubblicato da Adriano Zanni senza il classico moniker che lo ha accompagnato per anni e lo ha fatto conoscere presso gli appassionati delle musiche elettroniche e/o elettroacustiche (Punck). D’altronde la connessione fra la musica e le immagini è ormai diventato un tratto distintivo dello Zanni, tanto che il suo ultimo CD pubblicato a nome Punck - “Piallassa (Red Desert Chronicles)” del 2008 – faceva pendant con il box “Red Desert Chronicles (Postcards from Ravenna)” contenente 61 immagini in bianco e nero formato cartolina. La manualità nel riprendere, trattare e tramare registrazioni naturali e procurate ha raggiunto oggi un livello esemplare, e il disco apre questa fase del dopo-punck in maniera eccellente, ponendosi anche al di sopra dei momenti migliori che avevano caratterizzato il periodo precedente. È da attribuire proprio a questa manualità più spigliata, oltreché a una gestione più oculata delle risorse, la riuscita piena di questi cinque pezzi. Col senno del poi va infatti sottolineato come la frenesia giovanile abbia portato il musicista, insieme a quasi tutti quelli della sua generazione, a eccedere in pubblicazioni, dando largo spazio alla divulgazione delle idee a discapito delle indispensabili elaborazioni e rifiniture, senza le quali ogni musica termina per essere una ripetitiva anarchy in the world. Lo stesso Lydon dopo la prima fiaccolata ebbe necessità dei più meditati Public Image Ltd., e non è un caso se oggi sono questi ultimi ad essere i più ricordati. Per tali motivi e circostanze “Disappearing” è talmente equilibrato nelle sue componenti – elettronica industrial, colonna sonora, musica concreta – da rasentare la perfezione. Un mix di atmosfere brumose e malinconiche, che uno sfondo futurista e noir non lascia mai precipitare nell’affettato e nel piagnucoloso, dettate da un corollario di suoni magicamente evocativi. Da segnalare la comparsa in In The Distance, alla chitarra e missaggio, dell’ex batterista dei Sedia Alessandro Calbucci.


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Data Recensione: 21/2/2019

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