`Unstringed Guitar & Cymbals´

Autore disco:

Alan Courtis

Etichetta:

Blossoming Noise (USA)

Link:

www.blossomingnoise.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2008

Titoli:

1) Cardamomo 2) Coriandro 3) Fenogreco

Durata:

44:03

Con:

Anla Courtis

post-ambient: acrobatiche evoluzioni sotto l`ombra lunga dei Reynols

x e. g. (no ©)

Curioso questo disco dell`argentino Anla Courtis dove i tre brani sono intitolati come altrettante erbe aromatico-medicinali... viene da chiedersi se il musicista non ha fatto come i Coil di “Time Machines” (*)? Anche se, stando ad un risultato così allucinato, ho l`impressione che abbia cambiato le carte in tavola utilizzando, al momento in cui ha realizzato il progetto, tutt`altre spezie rispetto a quelle dichiarate alla dogana. Non che la preparazione pecchi per normalità , visto che vengono utilizzati soltanto il corpo di una chitarra senza corde e un set di piatti (quelli usati come accessori in una batteria e non quelli da cucina!!!) con, naturalmente, i dovuti trattamenti del suono.
Nel primo dei tre brani (16 minuti ca.) le armonizzazioni si sviluppano su linee distorte, che fanno pensare ad un Jimi Hendrix immalignito, mentre nel muro di suono creato dai piatti si può individuare la caligine di Thomas Köner trasformata in pioggia battente.
Coriandro (12 minuti ca.) si presenta come un bordone più acciottoloso, con all`inizio il muro di risonanze dei piatti che incombe in primo piano.
Ancora più estrema è la dissonante alchimia di Fenogreco (15 minuti ca.), stridore di freni e di metallo accartocciato e lamiere che scivolano l`una sull`altra. L`urlo della chitarra ricorda una specie di protoambient frippiano mentre i piatti calibrano una sorta di marcia e poi, nelle battute finali, producono una gragnola di tintinnii.
Da tener presente, per chi cercherà il disco nei cataloghi su internet, che il nome dell`autore è stato modificato in Alan a causa di un probabile errore da parte di chi ha preparato la confezione.
“Unstringed Guitar & Cymbals” va a formare una trilogia perfetta al fianco dei precedentii “Antiguos Dólmenes del PaleolÖtico” e “Tape Works”.
Tenetelo presente.

(*) Nel 1998 i Coil realizzarono “Time Machines”, un album nel quale tutte le quattro lunghe composizioni portavano come titolo il nome di altrettante sostanze allucinogene e, fu fatto trapelare dal gruppo, erano state anche realizzate sotto l`effetto di tali sostanze.


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Data Recensione: 16/12/2008

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